Il grande “mare” della Camargue

Usciti dai sobborghi di Arles si entra nel Parco naturale regionale della Camargue, una zona naturalistica protetta unica nel suo genere in Francia e in Europa. Qui la terra e la sabbia incontrano l’acqua dolce del Rodano e l’acqua del Mar Mediterraneo: ciò ha creato un ecosistema singolare composto da stagni salmastri, steppe salate, prati, lagune, paludi e canneti. Il Parco è un intricato habitat dove l’uomo convive in modo simbiotico con le risorse naturali che esso offre.

Lungo la D570, soprattutto nei mesi più turistici, da maggio a settembre, si incrociano ai bordi della strada tante bancarelle, spesso improvvisate, di produttori locali di frutta e verdura: il rapporto tra prezzo e qualità è eccellente e vale proprio la pena fermarsi, anche per avere un contatto più diretto coi contadini della Camargue. Percorrendo sempre la D570, all’orizzonte, sulla sinistra e sulla destra, si incrociano gli animali simbolo di questa terra: mandrie di tori dal manto marrone scuro e gruppi di splendidi cavalli bianchi tipici di quest’area della Provenza. Molti visitatori arrivano in Camargue soprattutto per ammirare il fenicottero rosa, specie che predilige come rifugio di riproduzione in Europa proprio quest’area della Provenza.

Per chi desidera approfondire questi aspetti naturalistici, prima di giungere alle porte di Les Saintes Maries de la Mer, può fermarsi al Parco ornitologico di Pont de Gau, aperto praticamente tutto l’anno (ad eccezione del 25 dicembre). Esteso su una zona di 60 ettari, questo sito naturalistico permette al visitatore di entrare a stretto contatto con l’avifauna locale. Al suo interno, si cammina per sentieri pedonali tra paludi e canneti. Presso i numerosi posti di osservazione si attende con pazienza l’arrivo di un volatile. Nel Parco si possono scegliere percorsi di varia estensione e durata, a seconda del tempo a disposizione.

 

L’Etang de Vaccarès

Soprannominato il “grande mare”, questo lago sembra uno specchio d’acqua immenso. Se la superficie è di 13mila ettari, la sua profondità raggiunge all’incirca due metri. Vi si arriva prendendo la D37, dopo pochi chilometri dalla sede del Museo della Camargue. Non bisogna avere fretta per scoprire i suoi meandri.

L’ideale è compiere il tragitto in bicicletta, per sentire la forza e i suoni della natura. Tra canneti, anfratti di sabbia e rocce, coabitano in armonia piante e una ricca avifauna. Si scorgono specie diffuse lungo i litorali marittimi, come il giglio di mare, o l’aglio chiamato petit Moly (piccolo e dorato), l’orchidea cimicina e l’orchidea de Mangin (l’Ophrys). Ma le vere attrazioni per i visitatori rimangono i fenicotteri rosa, il falco pellegrino, il cigno di Bewick e la schiribilla eurasiatica. Per entrare davvero in questo ecosistema straordinario, rigorosamente protetto, è bene premunirsi prima di binocolo e di un buona macchina fotografica, in grado di cogliere con l’obiettivo piccoli e lontani particolari.

 

Silvia C. Turrin


Parco ornitologico di Pont de Gau

RD 570

13460 Stes Maries de la mer

http://www.parcornithologique.com/


 

 

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