Sault, tra Ventoux e campi e di lavanda

Una delle tappe più note per gli appassionati di lavanda è Sault. Considerato il villaggio più “profumato” della Provenza, questo borgo del Vaucluse si trova in una zona straordinaria dal punto di vista naturalistico, tra la vallata che porta il suo stesso nome, il monte Ventoux e la montagna di Lure.

Tanti vi si recano in agosto, in concomitanza con la famosa festa della lavanda. Si svolge ogni anno il 15 agosto: in questa data, però, si rischia di non riuscire ad ammirare le splendide distese blu-viola tipiche della regione. I cambiamenti climatici e il conseguente aumento delle temperature stagionali stanno anticipando la fioritura della lavanda, e costringendo quindi i produttori di oli essenziali a raccoglierla anche all’inizio di agosto, per evitare di perdere tutte le proprietà benefiche della pianta. Ciò è accaduto nel 2015, anno contraddistinto da un’estate secca e molto calda, che ha creato non pochi problemi agli agricoltori.

Per essere sicuri di poter contemplare i campi in fiore bisognerebbe recarsi in questa zona nel mese di luglio. Sault si trova ad una altitudine di circa 760 metri e a giugno, soprattutto in un giorno di pioggia, il clima può essere molto fresco. Questo borgo a vocazione prevalentemente agricola è visitato nei mesi estivi da parecchi turisti provenienti da tutta Europa, tanti gli statunitensi e anche gli asiatici. Il fragore e il via vai di luglio-agosto rimane solo un lontano ricordo se si arriva invece in autunno e inverno, stagioni in cui si ha tutta un’altra prospettiva del luogo dominato da una calma impalpabile.

Sault è famosa per le sue botteghe interamente dedicate ai prodotti locali: bouquet, saponi, essenze, acqua floreale e miele, tutto a base di lavanda, e poi erbe aromatiche, vari tipi di salsicce, carni (in particolare l’agnello del Plateau-d’Albion) e formaggi di capra e poi farro.

Il villaggio è altresì noto per la produzione artigianale del torrone (nougat) realizzato ancora come un tempo, con ingredienti locali: miele di lavanda, bianchi d’uova e mandorle. Chi vuole rilassarsi questo è il luogo ideale ed è perfetto come punto di partenza per visitare l’area circostante: dal monte Ventoux alle gole della Nesque, dalla Valle del Toulourenc, al Plateau d’Albion.

Il museo municipale di Sault

Nel museo locale, fondato nel 1859, sono conservati oggetti di vita quotidiana, una collezione numismatica, e un’altra legata all’antico Egitto; poi ancora si ammirano tele di de Valernes. Troviamo anche una ricca biblioteca composta da 2500 opere, tra le quali l’Encyclopédie di Diderot e d’Alambert, nonché un livre d’or firmato tra gli altri da Victor Hugo, Lamartine Frédéric Mistral.

Ingresso: gratuito

Apertura: Luglio e Agosto dalle 15 alle 18, tutti i giorni esclusa la domenica

Silvia C. Turrin


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La cattedrale d’immagini – Seconda Parte

Nella Prima Parte abbiamo raccontato la storia di Carrières de Lumières, nonché spiegato la sua singolare ubicazione nelle vicinanze del bel villaggio di Les Baux e i progetti di arte multimediale che ospita ogni anno. In questa Seconda Parte segnaliamo la nuova esposizione che sarà inaugurata il prossimo 2 marzo 2018, ovvero Picasso et les maîtres espagnols. Un evento, che si concluderà il 6 gennaio 2019, che permette al visitatore di entrare nella magia del mondo immaginifico di colui che ha rivoluzionato non solo la pittura.

Picasso
Picasso et les maîtres espagnols

Pablo Ruiz y Picasso (25 ottobre 1881 – 8 aprile 1973) ha avuto un’immediata attrazione verso la Provenza e la Costa Azzurra, tanto che le spoglie riposano nel Var, presso quella che fu la sua ultima residenza, il castello di Vauvenargues (residenza privata non aperta al pubblico). Un luogo che scelse non solo per la suggestione dell’area, ma anche perché situato in prossimità della famosa montagna Sainte-Victoire, ovvero il soggetto preferito dal pittore che lo influenzò, Cezanne.

    Antibes – esterno Museo Picasso –   photo Provenza da Scoprire S.C.T.

Picasso, quando scoppiò la Prima guerra mondiale, nel 1914, si recò nella città dei Papi, Avignone, per trascorrere un po’ di tempo con gli amici Braque e Derain e questo fu per lui un periodo decisivo per la sua creatività artistica. Qualche anno dopo, Picasso scelse di vivere in un piccolo borgo del dipartimento del Vaucluse, Ménerbes, insieme alla sua amata compagna Dora Maar “la donna con la quale ho riso di più” confidò Picasso dopo la morte di questa incredibile donna fotografa e anche lei pittrice. Altri luoghi provenzali cari a Picasso sono Saint-Tropez con il suo quartiere chiamato de la Ponche, da cui amava contemplare il golfo e il mar Mediterraneo; Vallauris, dove nasce la sua passione per la ceramica e dove possiamo ammirare la straordinaria opera di carattere politico “La guerra e la pace”; poi ancora Arles, Antibes (da vedere assolutamente il Museo Picasso presso il castello Grimaldi), Cannes (dove acquistò la nota villa chiamata California) e Mougins, dove l’artista spagnolo presso il mas de Notre-Dame-de-vie (detto l’antro del Minotauro) esalò il suo ultimo respiro nell’aprile del 1973.

L’esposizione multimediale a Carrières de Lumières presenta numerose sue opere, tra le quali : Les Demoiselles d’Avignon (1907), Deux femmes courant sur la plage (1922), Portrait de Dora Maar (1937), La Flûte de Pan (1923), Guernica (1937), La Joie de Vivre (1946).

Oltre a Picasso, i realizzatori – tutti italiani, ovvero Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi, Ginevra Napoleoni con la collaborazione musicale di Luca Longobardi – hanno dato spazio anche ad altri artisti spagnoli come Goya, Rusinol, Zuloaga e Sorolla.

Un viaggio nella pittura ispanica da non perdere…

e un plauso, ancora una volta, al team italiano che ha trasformato una vecchia cava di bauxite provenzale in un grande luogo dove protagonista è il linguaggio dell’arte.

Silvia C. Turrin


Carrières de Lumières
Route de Maillane  13520 Les Baux-de-Provence
Tél. : 04 90 49 20 03
Email : message@carrieres-lumieres.com

La cattedrale d’immagini – Prima Parte

Nei dintorni di Les Baux sono stati scoperti, nella metà del XIX secolo, importanti giacimenti di una roccia facilmente estraibile, dai colori bianchi, rossi o grigi, dalla quale si produce alluminio. Proprio per questo, il minerale – seppur presente in varie zone del mondo – è stato chiamato, dapprima, “terra d’alluminio di Baux”, poi, bauxite, dal nome appunto della città di Les Baux. L’origine di questo toponimo deriva a sua volta dal provenzale bau che significa “scarpata rocciosa”. L’estrazione e lavorazione della bauxite hanno avuto il picco agli inizi del ’900, per poi interrompersi definitivamente negli anni Novanta del secolo scorso. Di quell’epoca rimangono le cave, una delle quali è stata trasformata in spazio artistico. Alle porte di Les Baux-de-Provence, nel cuore delle Alpilles e dinanzi alla valle dell’Inferno, c’è infatti l’accesso alla Cattedrale delle immagini (Carrières de Lumières), un sito rinnovato nella sua vocazione: da miniera di bauxite è diventato luogo che attira milioni di turisti grazie alle iniziative che vi si organizzano.

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Le mura della vecchia cava, che raggiungono i 14 metri di altezza, sono stati trasformati in pannelli naturali su cui vengono proiettate immagini multimediali che di anno in anno cambiano soggetto. Il filo conduttore principale di queste proiezioni è l’arte, quella della natura ma soprattutto quella creata dai grandi pittori che, più o meno direttamente, hanno avuto un legame con la terra di Provenza. Nel 2012, il tema centrale era dedicato a Van Gogh e Gauguin. Le loro opere più importanti sono state proiettate sulle pareti bianche della cava, i cui passaggi erano illuminati solo dai colori dei loro quadri.

Una scelta, quella di fondere in un unico spettacolo i loro quadri, basata anche dalla loro comune esperienza, breve, intensa e burrascosa, presso l’atelier di Arles (1888). Nel 2013, le pareti della vecchia cava si sono trasformate in un gioco di luci dove si alternavano quadri di Monet, Renoir e Chagall, mentre il 2014 era dedicato a Klimt e Vienna. Nel 2015 protagonista è stato il Rinascimento italiano, con Michelangelo, Leonardo Da Vinci e Raffaello. Ogni anno Carrières de Lumières offre un progetto multimediale diverso, che ha il pregio di portare l’arte in un luogo altrimenti abbandonato. Permanente è invece lo spazio in cui sono proiettati estratti del film Le Testament d’Orphée di Jean Cocteau.

Fino al 7 gennaio 2018 prosegue l’esposizione nell’universo artistico di Bosch, Brueghel e Arcimboldo.

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A breve la seconda parte.


Carrières de Lumières

Route de Maillane, 13520 Les Baux-de-Provence

http://carrieres-lumieres.com/