Valensole e la festa della lavanda

Valensole è un piccolo borgo, che si può scoprire partendo da Boulevard Frédéric Mistral, strada animata da caffè e botteghe di artigiani. In Place Mistral si trova la sede del comune e più avanti, in Place des Héros de la Résistance, vi è l’Ufficio del Turismo, ubicato in una zona molto antica del paese, come testimonia il lavatoio datato XVII secolo, ancora ben conservato. Ancor più interessante è la cappella di Saint-Mayeul, dedicata al santo Maiolo nato in questo paesino nell’anno 910, un sito che testimonia vicende religiose locali importanti.

Di origini nobili, Maiolo entrò nel clero. Dopo essere stato arcidiacono di Mâcon e aver rifiutato l’importante carica di arcivescovo di Besançon, divenne monaco, avvicinandosi quindi alla riforma di Cluny all’epoca in atto. A Valensole, Maiolo fondò un priorato che, insieme ad altri creati in vari luoghi del sud della Francia, favorì lo sviluppo, intorno all’anno Mille, di numerosi centri cluniacensi, tanto da tramutare la Provenza in una terra legata a quest’ordine ispirato alla regola di San Benedetto: abbazie, priorati e decanati hanno formato l’Ecclesia cluniacenses, la Chiesa Cluniacense (tra questi si segnala il priorato di Ganagobie, situato nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza, di cui si parlerà in un prossimo itinerario).

Sebbene il rilievo storico-religioso di Maiolo non sia così evidente visitando Valensole, merita qui segnalare che egli fu quarto abate di Cluny. Il suo ruolo nella riforma cluniacense fu rilevante, tanto da assurgere a modello di vita monastica per la sua umiltà e devozione in un’epoca dominata da corruzione. Per questo venne santificato, anche per effetto dei suoi miracoli legati a sorprendenti guarigioni.

Connessa al culto di San Maiolo è la chiesa parrocchiale Saint-Denis, in rue de l’Eglise, raggiungibile prendendo rue Courte. Un tempo questo edificio era priorato dell’abbazia di Cluny. Il villaggio di Valensole è circondato da parchi e vivai. Tra questi si segnala il clos de Villeneuve i cui giardini sono stati classificati come “remarquable”, ovvero significativi dal punto di vista nazionale.

Ubicati lungo il Chemin de l’Amiral de Villeneuve, i giardini si possono visitare da aprile sino a settembre, nei pomeriggi di domenica e lunedì. Realizzato nel XVIII secolo, questo spazio verde si sviluppa su tre livelli ed è alimentato da bacini d’acqua e da fontane. Al suo interno si ammirano l’orangeria, ippocastani centenari, alberi di cachi, ulivi e poi erbe aromatiche e medicinali come la lavanda e l’issopo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il villaggio di Valensole si popola di gente in occasione di manifestazioni folkloristiche, tra le quali risalta senz’altro la celebre festa della lavanda, organizzata ogni anno la terza domenica di luglio. Un evento che attira centinaia di visitatori, curiosi di scoprire i segreti di questa pianta aromatica.

Per l’occasione le vie del paese si colorano di persone vestite con abiti tradizionali, tipici della raccolta della lavanda. Si vedono carretti pieni di cespugli viola e poi i famosi alambicchi, indispensabili per effettuare la distillazione, attraverso la quale viene prodotta la famosa essenza profumata.

Silvia C. Turrin

Valensole Ufficio del Turismo
Place des Héros de la Résistance

Annunci

Scorci di Èze, tra Nietzsche e George Sand

Sembra essere sospeso tra terra, cielo e mare questo borgo medievale che vanta tra i suoi illustri ospiti del passato anche Nietzsche, cui è dedicato l’omonimo sentiero.

Èze, arroccato su uno sperone roccioso a picco sulla Costa Azzurra, ha una storia molto antica (a tratti anche misteriosa) come dimostra la porta fortificata del XVI secolo da cui si accede per tuffarsi nell’intricato labirinto delle sue viuzze.

Tra scale tortuose, archi, passaggi e case con vecchie pietre, Èze è un piccolo gioiello delle Alpi Marittime, molto vicino alle tipiche atmosfere provenzali. Il nome del borgo sembra derivare da un’installazione fenicia il cui termine originario significherebbe “panorama” e al contempo evocherebbe il culto di Iside, dea legata al sole: ma quest’ultima spiegazione rimane solo un’ipotesi.

Passeggiando per il borgo in primavera si viene rapiti dalla bellezza delle bougainvillae e dei roseti che rivestono mirabilmente le facciate di molte case. Il percorso per la visita si può iniziare scegliendo come prima tappa l’Ufficio del Turismo, in Place de Gaulle, per poi salire verso il centro del villaggio, prendendo Rue du Jardin Exotique.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da qui dipartono atelier d’arte, negozi artigianali tipici, dove si lavora il legno ancora a mano, e boutique, che vendono eau de lavande, essenze profumate, oltre che i classici prodotti provenzali.

Da Rue du Jardin Exotique si diparte il famoso Chemin de Nietzsche che conduce verso Èze-sur-Mer, sulla costa, dove vi alloggiò il filosofo tedesco. Si dice che per trarre ispirazione per la scrittura Nietzsche avesse bisogno di camminare e allora si dirigeva verso la parte alta del villaggio: fu così che riuscì a elaborare la terza parte della celebre opera Così parlò Zarathustra.

Oltre a Nietzsche, Èze fu meta preferita, tra gli altri, anche della scrittrice e drammaturga francese Amantine Aurore Lucile Dupin, conosciuta meglio con lo pseudonimo di George Sand.

Le rovine di Èze, aggrappate a un cono roccioso, e il pittoresco villaggio a pan di zucchero incantano lo sguardo. È il più bel panorama lungo la strada, il più completo, il più armonico.
George Sand

Attorno al borgo vengono coltivate piante di lino, carruba, fave, e poi fichi; vi sono anche vitigni e ulivi. L’agrume più noto in loco è il mandarino di Èze, una varietà particolare molto profumata e fruttata, che cresce in quest’area.  I migliori periodi per visitare il luogo sono la primavera e l’autunno, per riuscire a percorrere tranquillamente le sue vie.
Il grazioso marché settimanale si tiene ogni domenica mattina.

Silvia C. Turrin

Saint-Remy-de-Provence e la festa della transumanza

Essendo ancora intensa la vocazione rurale in Provenza, numerose zone rimangono immuni dalla cementificazione selvaggia. Sono aree che rappresentano importanti spazi verdi, fertili e incontaminati, molti dei quali sono adibiti a pascoli per caprini e ovini. In tutta la regione l’arte casearia è antica e rinominata: ogni pascolo, ogni alpeggio protegge gelosamente la sua produzione del tipico formaggio locale.

Le feste della transumanza suggellano proprio queste tradizioni. Anche a Saint-Remy-de-Provence ne viene organizzata una, ogni anno, in occasione del Lunedì di Pentecoste. L’evento è coinvolgente per piccoli e grandi, perché si può osservare per le vie della città una singolare sfilata dove protagoniste sono capre, pecore, anche montoni e agnelli in grande moltitudine, accompagnati dai fidati cani che controllano diligentemente che nessun animale si allontani dal corteo.

transumanza pProvenza
Festa della transumanza a Saint-Remy de Provence – Photo Silvia C. Turrin

Questa festa celebra il lavoro, spesso duro, dei tanti pastori provenzali che mantengono viva una straordinaria tradizione, quella della transumanza, con la quale le greggi vengono trasferite, a seconda della stagione, da un pascolo all’altro, verso gli alpeggi o nei fondovalle. Sono migrazioni molto suggestive, che fermano il tempo riportando le lancette della storia a un’epoca antica, dove l’uomo viveva in simbiosi con, e in funzione della natura.

Festa della transumanza a Saint-Remy de Provence – Photo Silvia C. Turrin

Quello spirito rurale-pastorale a Saint-Remy e in altri centri della Provenza – come a Riez, La Seyne-les-Alpes, Aiguilles – rimane ancora intensamente vivido. La sfilata è arricchita da costumi tradizionali e dalla possibilità per i visitatori di assaggiare svariati formaggi della zona, molti dei quali ancora rigorosamente a base di latte crudo.

Saint-Rémy-de-Provence è anche nota per la chiesa di Saint Martin, totalmente ricostruita a causa di un crollo dell’edificio avvenuto nel 1818. Al suo interno si rimane affascinati da alcuni organi contemporanei ben rifiniti; particolarmente suggestivo è quello principale – dipinto in un originale color verde – con un suono meraviglioso.

Da qui la scelta di tenervi ogni anno un importante festival organistico chiamato Organa cui partecipano musicisti provenienti da tutto il mondo. Vicino all’altare, in un angolo nascosto sulla sinistra, si trova l’harmonium con cui il compositore francese Charles Gounod (1818-1893) ha accompagnato i cori della chiesa durante il suo soggiorno a Saint-Rémy.

In questa cittadina, oltre alle diverse varietà di formaggi, si possono gustare deliziosi dolci tradizionali, come torroni al miele di lavanda e i famosi calisson, dolcetti a forma di rombo, tipici della Provenza (in particolare di Aix), a base di mandorle e fruits confits (di cui il 99% è costituito esclusivamente da melone candito!).

Vale una visita la libreria Saint Rémy Presse, in Boulevard Mirabeau al numero 12, gestita da una famiglia di origine italiana, dove si possono trovare interessanti pubblicazioni sulla regione: dalle guide turistiche, ai carnet de voyage, passando per romanzi classici firmati Giono, Daudet e Mistral.

Silvia C. Turrin


La festa della transumanza 2018 si terrà Lunedì 21 maggio

Info:
Ufficio del Turismo Saint-Rémy-de-Provence
Place Jean Jaurès

http://www.saintremy-de-provence.com/