Paesaggi, profumi, colori, tradizioni, simbiosi con la Natura sono tra gli elementi centrali che scandiscono le storie narrate in โUnโaltra Vita in Provenzaโ.
Storie di donne e di uomini che hanno saputo e voluto ricostruirsi lโesistenza, andando oltre le frontiere e approdando nel Midi francese.
Il lettore viene abilmente accompagnato dallโAutrice lungo un percorso coinvolgente, che trasforma la crisi in armonia, le ombre in luce, lโinstabilitร in pura gioia.
Un mosaico di vicende che vanno dal Cile alla Spagna, dallโIndia allโItalia, e che approdano in terra provenzale dove avviene finalmente la catarsi.
โUnโaltra Vita in Provenzaโ รจ un racconto ispirato, i cui personaggi sono accomunati dallโamore per la Madre Terra, per la Giustizia e per la Solidarietร . Gli avvenimenti si dipanano in un periodo dominato da incertezze economiche, scandite dallo slogan โflessibilitร โ.
La protagonista, Sofia, sente di camminare, come una funambola, su un filo sospeso. La morte di nonna Josephine ha accentuato la sua insicurezza. Tutto le appare impermanente. In un quadro instabile, Sofia riceve una lettera che le cambierร la vita. A firmarla, Odette, vecchia amica di Josephine, che le chiede di raggiungerla in Provenza.
In piena crisi esistenziale, Sofia decide di accettare lโinvito, per poter finalmente ammirare di persona i luoghi che sua nonna le aveva fatto conoscere attraverso ricette provenzali e libri dโarte dedicati a Van Gogh, Cรฉzanne e Signac.
Tra campi di ulivi, vigneti, erbe aromatiche e varietร di frutta antica, Sofia impara a lavorare a contatto con la terra, grazie allโaiuto dellโottuagenaria Odette e dei tanti amici che ruotano attorno al Domaine du Vieux Chรชne. In questa narrazione aleggia un segreto, quello custodito da Odette. Sofia โ accompagnata dalla dolcissima Lucy, cane pastore dei Pirenei โ scoprirร nuovi tasselli della sua vita e capirร quanto sia importante seguire il cuore e il proprio istinto per trovare finalmente un poโ di serenitร .
In Appendice, 10 Lezioni di Mindfulness apprese da Sofia in Provenza.
E in regalo per i lettori, tante Ricette Provenzali citate nel Romanzo.
La Provenza, si sa, รจ una meta ricercata in ogni mese dellโanno, incluso il periodo pasquale. Luoghi popolari che, ormai, appartengono allโimmaginario del turista medio โ come Gordes, Roussillons, La Ciotat, Saint-Tropez (solo per citarne alcuni) โ sono presi dโassalto in questo inizio di primavera.
Per chi ama scoprire la Provenza senza fretta, senza folla e senza seguire le mode, suggerisco alcune tappe alternative ai soliti circuiti turisticiโฆ
Seguitemi, vi porto nel cuore della Provenza.
In particolare, facciamo tappa in una zona sospesa tra il dipartimento del Var e quello delle Alpi dellโAlta Provenza, dove la natura รจ protagonista.
Qui scordatevi traffico e tanto meno lโovertourism.
Lโitinerario che vi propongo inizia da Aups, uno dei centri piรน importanti dell’Alto Var.
In questo villaggio provenzale aleggiano antiche storie.
Vi sono infatti vestigia ben conservate del suo passato, a cominciare dalla Porta detta โdes airesโ. Il suo nome deriva dal fatto che il passaggio si apriva direttamente sullโaia, dove veniva trebbiato il grano. Da qui si vedono ancora i resti delle vecchie mura risalenti al periodo che va dal XII al XVI secolo.
Camminare per i diversi vicoli di Aups significa respirare unโaria dโantan, di altri tempi.
Un consiglio: osservate i particolari, alzate lo sguardo, soffermatevi su alcuni edifici. Potrete per esempio notare una meridiana molto particolare, risalente al 1787, classificata monumento storico. Realizzata in ceramica e sormontata da due leoni in rilievo, reca il motto latino: โOmnia Velut Umbraโ, ovvero โTutto รจ come un’ombraโ.
Qui, in effetti, si possono immaginare le ombre di antiche cerimonie e di eventi storici che influirono sulla storia locale.
Come la statua della Vergine del Massacro. Incastonata nella facciata della vecchia chiesa, questa scultura commemora lโeccidio avvenuto il 16 agosto 1574, durante le guerre di religione. Sconvolti, gli abitanti del villaggio chiamarono quel giorno โil Massacroโ.
Tra i luoghi simbolo di Aups vi รจ la Collegiale di Saint-Pancrace, costruita tra il 1489 e il 1503 in stile gotico provenzale con facciata rinascimentale, classificata monumento storico.
Sorge nel centro del villaggio, tra le piazze dove si svolgono sia il marchรฉ settimanale, sia le diverse foires (come quella del tartufo).
Tra le particolaritร di questa chiesa vi รจ la scritta, posta sopra lโingresso, โLibertรฉ, Fraternitรฉ, Egalitรฉโ.
Chi varca la soglia della Collegiale non puรฒ fare a meno di leggere questo motto โilluministaโ con cui si ricorda la netta distinzione tra Stato e Chiesa.
Altri siti da scoprire a Aups sono:
il Museo Simon Segal, creato allโinterno dellโex cappella delle Orsoline costruita dal Duca di Blacas nel 1629. Si tratta di un museo dโarte contemporanea, che presenta tre importanti correnti della pittura:
– la scuola di Toulon con Mange, Tamari, Latapie, Verdilhan, Eisenschitz
– la scuola di Parigi con Segal, Blond, Mintchine, Dobrinsky, Marchand, Van Dogen, Dufy, Moualla
– la scuola di Bourges con Thibaudet, Brigand, Gueldry
Da notare: le diverse opere provengono dalla collezione del signor Bruno Bassano, mecenate italiano appassionato dโarte. Bassano fu costretto a fuggire dalla sua terra natia per motivi politici essendo stato messo al bando dal regime fascista di Mussolini. Esiliato in Francia, Bassano donรฒ le varie opere alla cittร di Aups come segno di gratitudine per lโaccoglienza ricevuta.
Il villaggio di Aups รจ famoso anche per la tradizionale festa dedicata al diamante nero, il โrabasseโ… รจ cosรฌ che i provenzali chiamano il tartufo nero.
Ingresso del Museo Simon Segal – foto S.C. Turrinscorci di Aups – – foto S.C. Turrinscorci di Aups – foto S.C. Turrin
Aups รจ inoltre unโottima base per andare alla scoperta dellโampio e suggestivo Parco Naturale Regionale del Verdon, dove la natura regna sovrana.
Scrive lโAutore in merito alla storia di questo borgo:
Anticamente, questo villaggio era noto con il nome di Regussia, che fu dato dai Romani al piccolo borgo (oppidum).
[โฆ]Dopo le crociate, divenne un posto strategico importante lungo la strada da Frejus a Riez.
Nel XII secolo, i Templari costruirono a Rรฉgusse un castello: alcune vestigia sono ancora visibili nella parte nord del paese.
Oltre a essere stata commenda templare, Rรฉgusse รจ ancora oggi famosa per i suoi due grandi mulini a vento datati XII e XIII secolo.
i mulini di Rรฉgusse – foto Gianni Turrin
Entrambi vennero restaurati nel 1995. Uno dei mulini ospita un interessante museo dedicato ai tradizionali attrezzi e strumenti agricoli; lโaltro, รจ ancora funzionante, e puรฒ essere ammirato in occasione della festa dei mulini, che si tiene ogni anno ad agosto.
Aups e Rรฉgusse sono due dei tanti villaggi che costellano il Parco Naturale Regionale del Verdon, uno spazio naturale straordinario, dove andare alla scoperta non solo delle Gole del Verdon, ma anche del lago di Sainte Croix e dellโaltopiano di Valensole con i suoi campi di lavanda (che fioriscono da giugno a luglio).
lago di Saint Croix – foto S.C. Turrin
E tra un giro e lโaltro รจ doveroso degustare piatti locali, come lโanchoรฏade e la soupe au pistou.
Le ricette di questi due tipici piatti provenzali le potete trovare allโinterno del mio Romanzo dal titolo โUnโaltra vita in Provenzaโ.
Tourrettes-Sur-Loup (dipartimento delle Alpi Marittime) รจ un suggestivo borgo medievale arroccato su uno sperone roccioso. Nel tempo ha attratto tanti pittori, registi, compositori, scrittori e poeti โ tra cui Jacques Prรฉvert โ che hanno trovato ispirazione percorrendo i suoi vicoli acciottolati, salendo le scalinate fiorite, attraversando i passaggi a volta e ammirando una natura sospesa tra cielo e mare. Non รจ un caso che il suo soprannome sia โCittร delle Artiโ.
A Tourrettes-Sur-Loup si possono sperimentare passeggiate profumate, perchรฉ รจ la โCittร delle Violetteโ.
In passato, in questa zona venivano diffusamente coltivate diverse varietร di questo fiore delicato e profumatissimo. Negli ultimi anni, domina prevalentemente la violetta chiamata Victoria.
La fine del 1800 e gli inizi del 1900, rappresentรฒ il periodo dโoro della coltura di questo fiore, in concomitanza con lo sviluppo dellโindustria dei profumi nella vicina Grasse.
In questi decenni, per effetto della concorrenza internazionale e di varietร meno pregiate ma piรน economiche, a Tourrettes-Sur-Loup โ proprio per mantenere un alto livello qualitativo floreale โ si privilegiano coltivazioni rigorosamente biologiche.
E, in effetti, le fragranze che sprigionano restituiscono davvero il profumo della violetta.
Le violette sono talmente amate in questo borgo medievale che vengono celebrate con una festa che si svolge il primo fine settimana di marzo.
Questo immancabilmente appuntamento ebbe inizio nel 1952, quando fu organizzato il primo festival su iniziativa di un รฉtrangerโฆ Fu lโartista e orafo Victor Linton โ metร scozzese e metร irlandese โ a valorizzare le violette e questo territorio.
Ma facciamo un passo indietro.
Era il 1947 quando Linton decise di stabilirsi a Tourrettes-sur-Loup, dove trovรฒ ispirazione per realizzare gioielli in bronzo e in rodio (metallo prezioso appartenente al gruppo del platino), e poi gioielli di alta moda, paralumi e oggetti d’arte.
Innamoratosi del luogo, Victor Linton ebbe la brillante idea di celebrare i coltivatori di violette creando appunto un festival interamente dedicato a questo fiore dellโinverno. Cresce infatti da ottobre a marzo.
Nel 2026 la festa delle violette si svolge dal 28 febbraio al 1ยฐ marzo.
Unโoccasione per immergersi nella bellezza e nel profumo di questo fiore espressione di diversi significati: dallโinnocenza alla modestia, dalla saggezza spirituale alla fedeltร .
Del simbolismo e delle proprietร delle violette ne parlo nel mio libro dedicato alle meditazioni con i fiori, associandole al mese di gennaio e alle energie della rinascita e del rinnovamento.