Tourrettes-Sur-Loup (dipartimento delle Alpi Marittime) è un suggestivo borgo medievale arroccato su uno sperone roccioso. Nel tempo ha attratto tanti pittori, registi, compositori, scrittori e poeti – tra cui Jacques Prévert – che hanno trovato… Altro
Due cadeaux de Noël
Si avvicina a grandi passi Natale. ![]()
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Dicembre è infatti un mese che passa velocemente, ecco perché occorre assaporare ogni istante e gustare la magia di questo periodo speciale. ![]()
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A proposito di sapori… ho pensato di suggerirvi due ricette ![]()
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per il pranzo o la cena di Natale ispirate alla Provenza, e che sono incluse nel mio Romanzo. ![]()
Nel volume ne troverete altre… un modo per sentire vicina la terra provenzale attraverso il cibo.
Le due ricette provenzali sono il mio cadeau
de Noël pour vous.
Lettura consigliata:
Un’altra vita in Provenza
di Silvia C. Turrin
Provenza da Scoprire



Primo cadeau de Noël
pour vous
SOUPE À LA PROVENÇALE
Zuppa alla provenzale (ricetta per 6 persone)
Trovate questa e altre ricette provenzali nel libro
Un’altra vita in Provenza ![]()
Ingredienti:
- 2 patate
- 3 pomodori rossi
- 2 cipolle
- 3 spicchi d’aglio
- 1 bouquet garni
- basilico
- pane di campagna
- olio di oliva extravergine
- sale e pepe
Come si prepara:
Affettare finemente le cipolle, pelare le patate e tagliarle a rondelle, sbucciare e tagliare l’aglio, tagliare i pomodori (a cui è stata tolta la buccia). In una grande casseruola, scaldare un cucchiaio abbondante di olio d’oliva extravergine, poi unirvi la cipolla. Quando imbiondisce aggiungere i pomodori, le patate e l’aglio.
Amalgamare bene il tutto. Aggiungere quindi circa due litri d’acqua e incorporare il bouquet garni e qualche foglia di basilico. Salare e pepare. Si lascia cuocere la zuppa per circa un’ora a fuoco basso.
Intanto, tagliuzzare finemente il restante basilico. Si affetta quindi il pane di campagna e lo si fa grigliare.
Servire la soupe con le fettine di pane grigliato e a piacere aggiungere un filo di olio extravergine.



Secondo cadeau de Noël
pour vous
Dopo aver condiviso la ricetta della SOUPE À LA PROVENÇALE, vi offro un altro cadeau de Noël, segnalandovi la ricetta dell’Aïoli, salsa che è immancabile sulle tavole provenzali e che insaporisce verdure crude e cotte, pesce e carni.
Anche questa ricetta la potete trovare, insieme ad altre, nel mio libro
Un’altra vita in Provenza
Aïoli
Ingredienti:
- 2 rossi d’uovo
- 7-8 spicchi d’aglio
- olio d’oliva extravergine
- sale e pepe
Preparazione:
In un mortaio pestare gli spicchi d’aglio sino a ottenere una purea. Salare. Aggiungere due rossi d’uova. Mescolare bene. Versare lentamente l’olio d’oliva. Continuare a mescolare bene fino a quando si ottiene una salsa densa e cremosa.
Bon Appetit!
Testo – ph.
Provenza da Scoprire – Silvia C. Turrin
Provenza, atmosfere autunnali e un consiglio di lettura
Per chi desidera immergersi nei profumi e nelle atmosfere autunnali del Midi francese, ecco un petit cadeau estratto dal mio Romanzo “Un’altra Vita in Provenza“

A distanza di poco tempo dalla prima volta, attraverso questa frontiera, al mio sguardo più immaginaria che reale. Respiro ancora l’aria di Provenza, profumata di timo…![]()
Mancano ormai pochi chilometri al Domaine du Vieux Chêne. La strada la ricordo perfettamente. Questa volta lo stato d’animo che mi accompagna è molto diverso rispetto al precedente viaggio. Mi sento propositiva e più forte. Non percepisco nemmeno più quella angosciante paura di vedere il mio mondo crollare ed io con esso.
[…]
Accanto a me c’è la piccola Lucy. Siamo insieme da neanche due settimane, eppure ci sentiamo già molto legate l’una all’altra. Ci addormentiamo nella stessa stanza. Al mattino mi sveglia mettendo una zampina sul letto, per farmi capire di aver bisogno delle coccole, che per lei vogliono dire tante carezze…![]()
[…]
Lucy
guarda fuori dal finestrino osservando la natura provenzale, un’assoluta novità per lei. E anche per me, in fondo, appare quasi tutto nuovo. In queste settimane in cui sono stata lontana, i colori della vegetazione sono mutati. La Provenza Verde è un’immensa tavolozza autunnale.
Le sfumature cromatiche delle vigne mi restituiscono l’immagine di uno dei quadri di Van Gogh che preferisco, La vigne rouge![]()
Continua tra le pagine di “Un’altra Vita in Provenza“
(in tutti gli store online e a richiesta nella tua libreria di fiducia)

La luce dentro di noi
Oggi, 20 ottobre, in India viene celebrata Divāli, la “festa delle luci“, l’antica Dīpāvalī. Una ricorrenza sentita non solo da induisti, ma anche da sikh e jainisti. Le abitazioni, i luoghi di culto, le vie delle città, così come i villaggi rurali vengono illuminati da file di lampade a olio, candele e lumini.
Questo è un tempo di purificazione, di preghiere, puja (offerte).
Diwali è una festa che segue il calendario lunare e quindi ogni anno la data cambia, e può cadere in ottobre o in novembre.
Divāli ci ricorda che ombra e luce si alternano, e che persino nell’oscurità più penetrante c’è sempre un raggio di luce che filtra…
Metaforicamente parlando, questa ricorrenza ci invita a risvegliare gli aspetti più luminosi del nostro essere rimasti nell’ombra.
Nel mio Romanzo “Un’altra Vita in Provenza” ![]()
c’è anche un po’ di India… tra i vari personaggi vi sono Champa e Kesarbai, che hanno aperto un’épicerie nel villaggio di Bellevue.
Champa è indiana,
Kesarbai è pakistana, ma per loro la Partizione non c’è mai stata… (e non doveva attuarsi, come auspicava Gandhi) perché sono unite dalle stesse passioni, dagli stessi gusti, dagli stessi studi… Attraverso la loro incrollabile amicizia India e Pakistan tornano a essere un’unica entità.
E per il tramite di Champa e Kesarbai nel Domaine du Vieux Chêne di Odette si festeggia proprio Divāli, la festa delle luci. ![]()
Come scrivo nel Romanzo:
“Divāli per gli induisti è una ricorrenza importante. Ricordano il ritorno di Rama nella sua città Ayodhya, dopo che egli ha sconfitto Ravana fautore del rapimento di Sita. La leggenda di Rama e Sita è una sorta di bellissima metafora. Rama simboleggia la luce innata in ogni persona, ma che talvolta non riusciamo a sentire dentro di noi. Nel momento in cui affrontiamo le nostre ombre, possiamo far riemergere la luce chiara della nostra vera natura”.
Per me, l’India è ancora una nazione intrisa di profonda spiritualità in tanti luoghi.
Quando ho compiuto il viaggio-pellegrinaggio alle Sorgenti del Gange (Char Dham Yatra) ho avuto modo di fare tappa in varie città indiane ritenute sacre, tra cui Haridwar, e ho visitato diversi templi.
A ogni passo, a ogni sguardo, a ogni respiro percepivo dentro e attorno a me un’intensa sacralità.
E la festa di Divāli è certamente fra le celebrazioni più suggestive dell’India contemporanea, grande sub-continente pieno di misticismo.
Anche Varanasi/Benares è ancora un luogo altamente spirituale, tanto da essere sempre definita “città santa”. Tra i siti di culto più importanti vi è il tempio di Annapurna
Attorno ad esso ruota una leggenda collegata proprio a Divāli.
Si narra che Annapurna (paredra di Shiva) venne incaricata dagli dèi e specialmente da Shiva di sfamare gli abitanti di Varanasi, che rischiavano di morire a causa di una carestia che affliggeva la regione. Annapurna è infatti considerata “elargitrice di nutrimento”, divinità del cibo e dell’abbondanza, ed è per questo che il tempio è particolarmente visitato da coloro che temono la carestia. Non mancano i mendicanti, purtroppo ancora numerosi in India (Paese che come tanti è caratterizzato da opposte tendenze e realtà).

In occasione della “festa delle luci”, in prossimità del tempio di Annapurna vi è una fila di indigenti, che spera di ricevere cibo ed elemosine. Durante i festeggiamenti di Divāli, il tempio si riempie di colorati e profumati dolci indiani. Una volta terminate le celebrazioni, tra preghiere e puja, i dolci e altri cibi vengono offerti ai poveri, illuminando chi riceve e chi dona…






