Care Lettrici/Cari Lettori, è un periodo denso di impegni per me ed è per questo che condivido saltuariamente Post sia sulla Pagina Fb dedicata alla Provenza, sia in questo spazio web. So che mi capirete,… Altro
Provenza e la stagione della mimosa
La mimosa, in questo periodo dell’anno, è protagonista in varie zone della Provenza. Ufficialmente la sua fioritura va da gennaio a marzo, ma è facile ammirare i suoi pompon dorati anche in pieno dicembre, come è capitato a me di vedere alcuni anni fa andando a Bormes les Mimosas.
Questo borgo, nel Var, è infatti uno dei luoghi simbolo di questa bellissima pianta.
Nel mio romanzo “Un’altra vita in Provenza” non ho parlato della mimosa, poiché le storie sono ambientate tra ottobre e inizio dicembre. L’ho inserita però nel mio libro dedicato alle “Meditazioni con i Fiori”, nel quale sottolineo la particolarità del suo profumo, che ci riporta alla terra e ci infonde gioia.
La mimosa è simbolo della rinascita floreale al termine della stagione più fredda dell’anno.
Bormes-les-Mimosas prende il nome proprio da questo fiore, essendo circondato da colline adornate da diverse specie di mimosa, che profumano l’aria e colorano di luce il paesaggio.
Camminando per le vie del borgo si ammirano piante di mimosa che fioriscono accanto a tante altre varietà arboree. A Bormes-les-Mimosas vi è un micro-clima particolare, perfetto per la coltivazione di differenti piante: se ne contano circa 700, incluse quelle rare ed esotiche.
Ma come è possibile che un albero originario dell’Oceania si trovi in Provenza?
Occorre andare indietro nel tempo, esattamente alla fine del 1700 per trovare la risposta. Fu in quel periodo che, grazie a varie spedizioni e ai commerci, alcuni esemplari di questa pianta provenienti dall’Australia, vennero piantati in diverse aree provenzali.
Grazie al clima mite e alla luce del sole provenzale si adattarono benissimo alla nuova terra, tanto da diffondersi lungo le colline tra la Corniche des Maures e il Massiccio del Tanneron, passando per i monti dell’Estérel.
La strada della mimosa

È così che le sue sfumature dorate colorano queste zone provenzali. Non è un caso che sia stata creata “la strada della mimosa”: un itinerario botanico-olfattivo che permette di compiere ben 130 chilometri tra i dipartimenti del Var e delle Alpi Marittime, immersi nella bellezza di una natura dipinta di giallo-oro.
Lungo il percorso è consigliato compiere 8 tappe: luoghi emblematici in cui scoprire non solo i segreti della mimosa, ma anche conoscere borghi meravigliosi. L’itinerario parte da Bormes-les-Mimosas, prosegue verso Rayol-Canadel-sur-Mer, poi verso Sainte-Maxime, Saint-Raphael, Mandelieu-la-Napoule, per poi approssimarsi all’interno del Massif du Tanneron, continuando per Pégomas, per giungere a Grasse, capitale del profumo.

Attorno alla Mimosa ruotano diversi eventi imperdibili, come il Corso Fleuri (sfilata tra fiori freschi), visite guidate al Parco Gonzalez e, naturalmente, Mimosalia che in questo 2026 è giunta alla 29a edizione di Mimosalia, e che attirerà non soltanto gli appassionati di giardinaggio.

Se volete approfondire il simbolismo della mimosa, condivido di seguito un estratto dal mio libro dedicato alle “Meditazioni con i Fiori“.
Una leggenda spiega, in termini poetici, lo sbocciare dei suoi fiori. Si narra che la nostalgia verso la sua terra d’origine sia il motivo della sua fioritura in pieno inverno, proprio quando nell’emisfero opposto, è estate, che è la stagione in cui sboccia la mimosa in Australia.
L’elemento e la forza solare vengono trasmessi dal colore e dalla forma dei fiorellini di mimosa, che sembrano tanti piccoli Soli, capaci di riscaldare anche i cuori più freddi.
Perché meditare con i fiori di mimosa?
Perché i fiori di mimosa, grazie alla loro contagiosa solarità, infondono forza, gioia ed equilibrio. Come scrivo nel libro qui sopra citato:
Questa meditazione è particolarmente indicata tra gennaio e febbraio, proprio quando iniziano a fiorire lungo le coste del Mediterraneo – tra Liguria e Provenza – le mimose. Nei primi due mesi dell’anno, focalizzarsi sui fiori di mimosa permette di superare il torpore invernale, lasciando spazio a un rinnovamento psico-emotivo.
TESTO E FOTO SILVIA C. TURRIN
Gennaio in Provenza è (anche) sinonimo di tartufi…
In diversi borghi provenzali viene celebrato questo “diamante nero”, persino con una speciale messa.
Basta fare tappa nella cittadina templare di Richerenches (Vaucluse) per scoprire quanto sia venerato da queste parti il tartufo.
Da diversi decenni, infatti, è organizzata – ogni terza domenica di gennaio – la Messa del Tartufo di Sant’Antonio.
Si parla di “messa” perché si svolge proprio all’interno di una Chiesa, quella di Saint-Denis. Le offerte consistono nella raccolta di tartufi, poi venduti all’asta al termine della cerimonia. Un appuntamento che attira a Richerenches estimatori del “rabasse” (è così che i provenzali chiamano il tartufo nero) da tutta la Francia e da diversi angoli del mondo.

Questa celebrazione è dedicata a Sant’Antonio Abate, patrono dei tartufai.
Al termine della funzione religiosa, i membri della Confraternita del Diamante Nero e della Gastronomia, abbigliati con i tipici costumi tradizionali e seguiti dai fedeli raggiungono la piazza del Municipio. Qui vengono pesati i tartufi raccolti, che poi saranno oggetto di un’asta molto animata, cui segue aperitivo e, naturalmente, un pranzo rigorosamente a base di “rabasse”.

Secondo le fonti, la tradizione della “messa del tartufo” ebbe inizio nel 1952, su iniziativa dell’allora parroco locale.
Anziché raccogliere denaro aveva pensato di fare una colletta di tartufi…
Una scelta “furba”, visto che il tartufo nero è ricercatissimo, pregiatissimo e costosissimo…
Ma l’intento giustificava questa insolita scelta: era necessario raccogliere fondi per ristrutturare la chiesa templare di Richerenches dove appunto, dal 1952, si tiene la messa del tartufo.
Da allora, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, viene organizzato questo evento che unisce fede, folklore e tradizione.

Spostandoci nel dipartimento del Var, scopriamo che anche nel borgo di Aups il culto dei tartufi è al centro di tanti eventi, a cominciare dalla festa dedicata al diamante nero. Come ogni anno si svolge nel mese di gennaio. Nel 2026 è arrivata alla sua 33ᵃ edizione.
Per gli appassionati l’appuntamento è il prossimo weekend, 24-25 gennaio. Per l’occasione si svolge il mercato del tartufo.
Ci sarà inoltre la dimostrazione di “cerca” del tartufo con i cani (o i maialini come mi è capitato di vedere qualche anno fa…).

anche i maialini sono ottimi cercatori di tartufi…
Per la cronaca: gli ultimi dati in merito al valore del tartufo a Aups si aggiravano a 750 euro al chilo…
Proprio perché il tartufo rappresenta uno dei prodotti simbolo della Provenza non potevo non parlarne nel mio Romanzo… dal titolo “Un’altra Vita in Provenza” (disponibile qui).
In tanti episodi culinari il “rabasse” è protagonista… come nel seguente passo:
Quando arriva Odette, le varie pietanze vengono svelate. Come amuse–bouche dell’anchoïade spalmata su piccoli crostini di pane alle noci; soupe à la provençale come entrées, poi un tagliere di vari formaggi, quello di chèvre, quello di brebis e quello ricoperto da finissime scaglie di tartufo nero; nella teglia, su uno strato di verdure miste, sono adagiate sardine aromatizzate con erbe di Provenza, aglio e prezzemolo; sopra un altro piatto, tre grossi pomodori farciti; per dessert, una morbida tarte aux amandes.
Lo so, lo so… viene voglia di partire per la Provenza per divertirsi tra i cultori del rabasse e, se possibile, per degustare il diamante nero in vari modi… tagliato a lamelle, o alla julienne, oppure râpé (grattugiato) ed è quest’ultima scelta la più apprezzata da tanti chef, perché così il tartufo sprigiona tutti i suoi aromi… E lo strumento da cucina immancabile è la mandoline à truffe (nella foto).

Testo e foto: Silvia C. Turrin – Provenza da Scoprire
Due cadeaux de Noël
Si avvicina a grandi passi Natale. ![]()
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Dicembre è infatti un mese che passa velocemente, ecco perché occorre assaporare ogni istante e gustare la magia di questo periodo speciale. ![]()
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A proposito di sapori… ho pensato di suggerirvi due ricette ![]()
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per il pranzo o la cena di Natale ispirate alla Provenza, e che sono incluse nel mio Romanzo. ![]()
Nel volume ne troverete altre… un modo per sentire vicina la terra provenzale attraverso il cibo.
Le due ricette provenzali sono il mio cadeau
de Noël pour vous.
Lettura consigliata:
Un’altra vita in Provenza
di Silvia C. Turrin
Provenza da Scoprire



Primo cadeau de Noël
pour vous
SOUPE À LA PROVENÇALE
Zuppa alla provenzale (ricetta per 6 persone)
Trovate questa e altre ricette provenzali nel libro
Un’altra vita in Provenza ![]()
Ingredienti:
- 2 patate
- 3 pomodori rossi
- 2 cipolle
- 3 spicchi d’aglio
- 1 bouquet garni
- basilico
- pane di campagna
- olio di oliva extravergine
- sale e pepe
Come si prepara:
Affettare finemente le cipolle, pelare le patate e tagliarle a rondelle, sbucciare e tagliare l’aglio, tagliare i pomodori (a cui è stata tolta la buccia). In una grande casseruola, scaldare un cucchiaio abbondante di olio d’oliva extravergine, poi unirvi la cipolla. Quando imbiondisce aggiungere i pomodori, le patate e l’aglio.
Amalgamare bene il tutto. Aggiungere quindi circa due litri d’acqua e incorporare il bouquet garni e qualche foglia di basilico. Salare e pepare. Si lascia cuocere la zuppa per circa un’ora a fuoco basso.
Intanto, tagliuzzare finemente il restante basilico. Si affetta quindi il pane di campagna e lo si fa grigliare.
Servire la soupe con le fettine di pane grigliato e a piacere aggiungere un filo di olio extravergine.



Secondo cadeau de Noël
pour vous
Dopo aver condiviso la ricetta della SOUPE À LA PROVENÇALE, vi offro un altro cadeau de Noël, segnalandovi la ricetta dell’Aïoli, salsa che è immancabile sulle tavole provenzali e che insaporisce verdure crude e cotte, pesce e carni.
Anche questa ricetta la potete trovare, insieme ad altre, nel mio libro
Un’altra vita in Provenza
Aïoli
Ingredienti:
- 2 rossi d’uovo
- 7-8 spicchi d’aglio
- olio d’oliva extravergine
- sale e pepe
Preparazione:
In un mortaio pestare gli spicchi d’aglio sino a ottenere una purea. Salare. Aggiungere due rossi d’uova. Mescolare bene. Versare lentamente l’olio d’oliva. Continuare a mescolare bene fino a quando si ottiene una salsa densa e cremosa.
Bon Appetit!
Testo – ph.
Provenza da Scoprire – Silvia C. Turrin













