Bormes-les-Mimosas, profumo di mimose

A pochi chilometri dalla cittadina di mare Le Lavandou troviamo il piccolo e grazioso villaggio medievale di Bormes-les-Mimosas, considerata la capitale della mimosa nel dipartimento del Var. Il centro storico, arroccato su un promontorio, ai piedi del Massif des Maures, è un reticolo di viuzze che conducono a scorci pittoreschi da cui ammirare la baia e all’orizzonte le îles d’Or.

Bormes è difatti una delle tappe più importanti di un percorso incantevole tra la costa e l’immediato entroterra: la strada della mimosa. In inverno, quando in altre zone la natura sembra ancora dormiente, qui domina il giallo. Quello della Route du Mimosa è un viaggio di 130 chilometri, che inizia proprio nel piccolo borgo di Bormes, prosegue verso Rayol-Canadel-sur-Mer, poi verso Sainte-Maxime, Saint-Raphael, Mandelieu-la-Napoule, per poi approssimarsi all’interno verso il Massif du Tanneron, proseguendo per Pégomas e infine a Grasse, capitale del profumo. Tra gennaio e marzo queste zone si colorano di un caldo manto paglierino.

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Bormes-les-Mimosas però è anche un tripudio di agrumi, bougainvillae, piante grasse ed esotiche, alcune provenienti dall’Africa Australe. Tra una viuzza e l’altra circondate da edifici di vecchie pietre, si respira un’atmosfera pacata, piena di arte e di nuance policromatiche. L’Ufficio del Turismo locale offre al visitatore una mappa dove è evidenziato un circuito turistico pedonale per scoprire gli angoli più suggestivi del vieux village.

Tra le tappe il Castello dei Signori di Fos risalente ai secoli XIII e XIV, classificato Monumento storico nazionale. Accanto, in Esplanade du Château, si trova un punto panoramico che attira tanti turisti. Da qui, in una giornata tersa si vedono all’orizzonte le isole di Hyeres, Cap Bénat e Porquerolles. Andando oltre si può percorrere il sentiero che porta alla Cappella di Notre Dame de Constance. Prima del sentiero si può intravvedere una segnalazione dedicata a Hyppolite Bouchard, eroe dell’indipendenza argentina nato a Bormes il 15 gennaio 1780. Morì a Nazca, in Perù, il 4 gennaio 1837. A lui è dedicata la piazza omonima.

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Scendendo per la via Montée du Paradis e girando poi sulla destra si incrocia Place Yann Piat e più avanti Place de l’Isclou d’Amour, piccola piazzetta con al centro una fontana, abbellita inoltre da specie vegetali australiane e dell’Africa Meridionale; anche in questo punto si osserva un ampio panorama della baia.

Silvia C. Turrin

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