Piccoli borghi della Provenza Verde

La Provenza è una di quelle regioni da scoprire in ogni stagione dell’anno. L’Autunno è perfetto per ammirare il lento mutamento dei colori della Natura, per frequentare sagre in cui degustare i mille sapori del Midi, per visitare piccoli e suggestivi borghi.

In particolare, la Provenza Verde – che si trova nell’alto Var – è una zona meravigliosa per quanti amano vacanze Slow, lontani da caos, smog, traffico… Di seguito alcune idee per scoprire questo angolo di Provenza dove è possibile ritrovare, in qualunque periodo, pace e calma.

Pontevès. Borgo arroccato su un’altura da cui si ammira uno splendido panorama. Il circuito storico, segnalato da pannelli in legno, invita a scoprire le vestigia del castello, l’antico mulino a olio e le mura, che un tempo proteggevano l’intero villaggio dalle incursioni straniere. Le cerchia cittadine in parte sono ancora ben visibili, altre sono in restauro, altre ancora sono state abbattute verso il 1705. Grazie a un cartello dettagliato, si conosce la storia di queste mura difensive e l’ingegno di chi le aveva edificate.

Per chi ha tempo, è consigliata una bella e facile passeggiata ai piedi del massiccio del piccolo Bessillon. Il circuito è lungo 3,5 km, con un dislivello di 210 metri ed è chiamato Les Frégourières, a indicare l’abbondanza in zona del timo. Il sentiero è immerso nella tipica vegetazione provenzale, tra erbe aromatiche (rosmarino, santoreggia, lavanda) e la macchia mediterranea (leccio e pino d’Aleppo).

Cotignac, villaggio famoso per la sua ubicazione molto suggestiva, costruito ai piedi di una grande falesia di tufo, alta 80 metri, dove si possono ancora ammirare case troglodite. Alla sommità di questa grande roccia si ergono due torri, antiche vestigia del castello medievale sopravvissute al tempo. Cotignac si anima durante il marché settimanale, in Cours Gambetta, e in occasioni dei vari eventi, tra cui brocante, sagre e pellegrinaggi al Santuario Notre Dame de Grâces.

Da vedere a Cotignac anche il Monastero Saint-Joseph, costruito a seguito dell’apparizione del santo Joseph al pastore Gaspard Ricard, nell’anno 1660. Pregevole la chiesa parrocchiale Saint-Pierre, edificata nel 1266 e ingrandita nel XVII secolo; vi si svolgono concerti di musica classica, barocca e polifonica.

 

 

Per Approfondire

un video realizzato dall’Ufficio del Turismo della Provenza Verde http://www.la-provence-verte.net/

 

 

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Tavernes e la “journado de l’oli”

Tavernes è un paesino della comunità della Provence d’Argens en Verdon, situato nell’entroterra del Var. Più precisamente si trova nella regione chiamata Provenza Verde, perché – ovviamente come suggerisce il nome – è dominata da tanta natura.

Tavernes è circondato da vitigni e oliveti che testimoniamo la vocazione agricola dei suoi abitanti. In particolare, è per la produzione di un ottimo olio d’oliva che il borgo è famoso non solo nel Var. Grazie infatti al lavoro accurato della cooperativa olivicola locale, l’olio qui prodotto ha ottenuto numerosi riconoscimenti sin dal 1976, giungendo alle tante Medaglie conquistate ai vari Concorsi agricoli di Parigi. Premi fondati sia sulla qualità delle olive, sia sul sistema produttivo della Cooperativa, dal 2009 certificata Bio.

Il mulino a olio di Tavernes si può visitare tutto l’anno, facendo richiesta all’ufficio del turismo di Brignoles; oppure si può partecipare, la prima domenica di settembre, alla “giornata dell’olio” (in provenzale journado de l’oli) scoprendo i segreti di questo prodotto tanto popolare in tutta la Provenza, così come in tutto il bacino del Mediterraneo.

Agenda

Tavernes * Journado de l’Oli * Journée des oliviers et de l’huile

Prossimo appuntamento: Domenica 3 settembre 2017

  • Visite guidate del Mulino
  • degustazione dell’olio d’oliva
  • assaggio dei prodotti del territorio
  • animazioni folkloristiche
  • vecchi mestieri
  • dimostrazione del taglio degli ulivi
  • aïoli**

Tavernes merita una visita per immergersi nella tranquillità di un borgo sospeso nel tempo, dove tutto è calmo, in simbiosi col paesaggio circostante.


Ricetta dell’Aïoli

Ingredienti

2 rossi d’uovo

7-8 spicchi d’aglio

Mezzo litro di olio d’oliva extravergine

 

In un mortaio o in un recipiente circolare pestare gli spicchi d’aglio sino a ottenere una purea. Salare. Aggiungere due rossi d’uova e iniziare a mescolare bene, intanto versare molto lentamente l’olio d’oliva. Continuare a mescolare bene fino a quando si ottiene una salsa densa e cremosa.

L’Aïoli si accompagna con verdure crude e cotte, pesce, carni.

 

 

 

 

La Festa di Maria Maddalena

Dal 20 al 24 luglio 2017 si tiene a Saint-Maximin la Sainte Baume la festa dedicata a Maria Maddalena. Anche in altri luoghi, certamente, sarà festeggiata colei che, per prima, vide Gesù risorto, ma la cittadina provenzale nel Dipartimento del Var può vantare alcuni “dettagli non secondari” che la rendono sito prediletto per le celebrazioni.

Innanzitutto, questo borgo – situato lungo la via conosciuta sin dall’antichità col nome di Aurelia – è famoso in tutto il mondo poiché custodisce “il terzo sepolcro della Cristianità” (per ordine di “importanza” segue Gerusalemme e Roma), ovvero la Basilica intitolata proprio a Santa Maria Maddalena.

Oltre a essere l’unica grande chiesa gotica di Provenza, la Basilica conserva le reliquie della Santa. Furono scoperte nel lontano 1280, grazie agli scavi promossi da Carlo II d’Angiò, Conte di Provenza. La costruzione della chiesa e del convento limitrofo iniziarono nel 1295. Da allora, Saint-Maximin la Sainte Baume è diventata luogo di pellegrinaggio per tanti devoti, così come per molti laici e non credenti, affascinati dalla sua storia, tra mito e realtà.

Nella cripta dell’attuale Basilica si trova il sancta sanctorum, in cui sono custodite le reliquie di Maria Maddalena racchiuse in un sarcofago in marmo. Secondo la locale tradizione la Basilica conserverebbe il teschio della Santa, oltre che un suo frammento di carne o di tessuto osseo custodito in un cilindro di cristallo: una reliquia che si ritiene sia il punto della fronte della Maddalena che Gesù avrebbe toccato il giorno della sua Resurrezione, quando ha pronunciato le parole “Noli me tangere”, ovvero “non mi toccare” o, nella versione greca, “non mi trattenere”.

Il culto di Maria Maddalena è ancora vivo, come dimostrano i festeggiamenti organizzati ogni anno a Saint-Maximin la Sainte Baume.

Di seguito il Programma del 2017:

20 luglio Apertura della festa in onore di Maria Maddalena

Ore 21 Processione serale nelle vie della città

21 luglio Concerto

Ore 21: Concerto dei tambourinaires de Marie Madeleine (gratuito)

23 luglio

Ore 10.30: Messa in Basilica celebrata da S.E. Mgr Marc Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar et Oloron, con canti dei monaci domenicani

Ore 12.30: Aperitivo suò sagrato della Basilica, organizzato dal comune e dall’associazione Santo Madaleno

Ore 16: Vespri alla Basilica, seguiti dal panegirico di Santa Maria-Maddalena, pronunciato da Mgr Jean-Pierre Ravotti; seguono la processione tradizionale per le vie della città.


Il 22 luglio : le feste si trasferiscono alla Ste Baume

Ore 9: Inizio della processione presso l’hôtellerie al Plan d’Aups verso la grotte

Ore 11: Messa alla Grotta presieduta da Marc Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar e Oloron.


E per addolcire la festa dedicata a Maria Maddalena un’idea carina è preparare i dolcetti che portano il suo nome, ovvero le madeleine…

Questa specialità tipicamente francese a forma di conchiglia risalirebbe al secolo XVIII. Erano golosità graditissime dai reali di Francia, poi divenute assai famose grazie a Marcel Proust. Il noto scrittore francese le menziona infatti all’interno del classico “À la Recherche du temps perdu”: il protagonista, riassaporando proprio la madeleine, ricorda la sua infanzia e le giornate trascorse a casa della zia a Combray.

Un dolce che crea pura estasi e gioia…

[…] je portai à mes lèvres une cuillerée du thé où j’avais laissé s’amollir un morceau de madeleine. Mais à l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis, attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m’avait envahi, isolé, sans la notion de sa cause. […]

Ecco la ricetta.

Ingredienti

  • 2 uova e 1 tuorlo
  • 100 g di zucchero di canna
  • 150 g di farina 0
  • un pizzico di sale
  • lievito
  • 80 g di burro
  • scorza di un limone non trattato
  • vanillina

Sciogliere a bagnomaria il burro, lasciarlo raffreddare. Unire la farina e il lievito. In una ciotola, sbattere un uovo, un tuorlo e lo zucchero fino a che si raggiunge una consistenza cremosa e soffice; unire al composto la farina, il lievito e il burro raffreddato. Aggiungere la scorza di un limone non trattato (va bene anche la scorza di arancia) finemente grattugiata e un pizzico di vanillina; amalgamare bene il tutto. Lasciar riposare l’impasto in frigo per una notte. Pre-riscaldate il forno a 180°. Imburrare degli stampini da madeleine, poi distribuire l’impasto negli incavi, senza riempirli completamente. Infornate per circa 13 minuti. Servire le madeleine con una spolverizzata di zucchero a velo o di cacao magro amaro o dolce (a piacere).

 

Silvia C. Turrin