Vincent Van Gogh e Saint Paul de Mausole

Poco distante da Saint Remy de Provence, nel dipartimento del Bouches du Rhone, si trova Saint-Paul-de-Mausole, luogo noto perché vi si stabilì Vincent van Gogh per tentare di guarire dalla malattia. Era l’8 maggio 1889 quando vi entrò. Qui riuscì a trovare un po’ di pace e quiete, come dimostrano i numerosi quadri (circa 150) da lui dipinti proprio nel periodo della sua permanenza, molti dei quali diventati – dopo la sua morte – capolavori dell’arte, tra cui l’Autoritratto e La notte stellata.

Saint-Paul-de-Mausole ha conservato un’atmosfera di tranquillità, immerso com’è in quella natura tanto amata dal pittore olandese. Al suo esterno dominano distese di ulivi, punteggiate qua e là da cipressi. Varcando il suo ingresso si ammirano le varietà floreali del giardino dell’ospedale: dagli iris ai filari di lavanda, dalle piante originarie dell’Asia a incantevoli roseti. Vi aleggiano reminescenze cariche delle visioni pittoriche di Van Gogh, tra luci e colori che lo hanno ispirato. In vari angoli del giardino si incrociano le riproduzioni di alcuni suoi quadri realizzati proprio in questo ospedale-monastero.

Saint-Paul-de-Mausole è ancora una clinica destinata a chi soffre di disturbi mentali: qui le terapie vengono affiancate all’arte. Ed è anche monastero, con un chiostro in stile romanico. In questo angolo di Provenza troviamo il museo dedicato a Van Gogh, con interessanti spiegazioni legate alla sua malattia.

Nelle vicinanze si ergono Les Antiques, due maestosi monumenti, un tempo i soli imponenti simboli della conquista romana prima del rinvenimento di Glanum.

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Mimosalia

Il 30 e 31 gennaio prossimi si terrà nel bellissimo borgo di Bormes les Mimosas (Dipartimento del Var), la XX edizione di Mimosalia, un appuntamento dedicato agli appassionati di fiori, piante, giardinaggio…

È ormai dal 1996, che l’ultimo week-end di gennaio la Ville fleurie di Bormes les Mimosas organizza un evento che attira centinaia di visitatori, provenienti anche dal Giappone e dagli Stati Uniti, interessati a conoscere novità e idee legate al mondo della botanica e all’arte di abbellire gli spazi verdi.

Ogni anno la manifestazione è dedicata a un tema particolare e per questo 2016 il protagonista è “il giardino del clima mediterraneo”. L’attenzione quindi spazia dalle regioni affacciate al Mare Nostrum con incursioni anche in quelle terre, come il Sudafrica, l’Australia e il Cile, dove crescono piante straordinarie e che possono essere coltivate anche in quei luoghi, come Bormes, caratterizzati da un microclima particolare.

È per esempio il caso della protea, fiore simbolo della Repubblica del Sudafrica, presente anche in alcune aiuole di Bormes les Mimosas. Infatti, basta dirigersi verso Place de l’Isclou d’Amour per ammirare piante e fiori che in genere crescono in ambienti esotici.

Mimosalia è una bella vetrina per diversi espositori, giardinieri e artigiani, per seguire conferenze e per osservare mostre originali. Quest’anno si ha inoltre la possibilità di conoscere il parco Gonzalez grazie a una visita commentata. Si tratta di un angolo, primo in Europa, in cui sono messe a dimora specie originarie dell’Australia, tra cui alberi di mimosa, di Melaleuca, Grevillea e banksia.

E tra un fiore e una pianta si incontrano anche scorci poetici che mettono di buon umore…

Silvia C. Turrin

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Per info:

Bormes-Les-Mimosas
Ufficio del Turismo
1, place Gambetta
www.bormeslesmimosas.com

 

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Passeggiate tra le Basse Gole del Verdon

Lontano dal traffico, lontano dalle grandi metropoli… c’è un luogo tra il dipartimento del Var e quello delle Alpi dell’Alta Provenza dove, per fortuna, non è ancora arrivato il turismo di massa; dove ci si ritrova catapultati nella natura selvaggia, in quella wilderness che Thoreau avrebbe certamente amato.

Siamo nella zona delle Basse Gole del Verdon. Qui la terra è stata modellata nel corso dei millenni. Le acque hanno scavato e plasmato le rocce calcaree dando vita a un canyon i cui paesaggi più sorprendenti li ammiriamo nell’Alto Verdon. Ma anche le Basse Gole, tra Quinson e il Lac d’Esparron, nascondono scorci mozzafiato.

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Si possono sperimentare diverse camminate che seguono il corso del fiume Verdon, tra una vegetazione che, a tratti, nasconde antiche vie percorse sin dal Paleolitico e Neolitico. A tratti si attraversano boschi, in altri si è proprio in riva al Verdon, protetti da corrimano ben saldi. Più si avanza più si trovano scalette in ferro che permettono di andare avanti, e ancora avanti, si cammina sopra alcune passerelle sopraelevate allo scorrere delle acque.

Tra un passo e l’altro si sentono le voci della natura: delle canards che scivolano gioiose sull’acqua; dell’aquila reale che vola ad alta quota lontana dai pericoli terreni; dei rami che danzano al tocco del vento.

Dalla parte opposta al percorso, sopra al Verdon, si ammirano pareti rocciose dai diversi colori che solo un esperto geologo può leggere come fossero un libro a cielo aperto, in cui è racchiusa la genesi di questo territorio. Tra una fascia rocciosa e l’altra si intravedono fessure e grotte, rifugi dell’avifauna locale.

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Man mano che si procede, si vedono le tracce del vecchio canale del Verdon, la cui costruzione risale alla fine del XIX secolo, poi chiuso e sostituito dal più grande canal de Provence. Si vedono sulla sinistra (nel senso dell’andata) anche passaggi nella roccia, molto ampi, ma da qualche anno chiusi per due motivi principali: 1- evitare possibili incidenti ai turisti/camminatori; 2- mantenere queste caverne habitat ideale per le numerose specie di chauves-souris (pipistrelli) presenti nel Parco naturale regionale del Verdon.

La camminata non presenta particolari difficoltà, ma comunque è bene fare attenzione in alcuni punti, soprattutto nei tratti più umidi e scivolosi e quando il sentiero si fa stretto e si trasforma nella parte superiore di un antico muro parallelo al vecchio canale. È bene non distrarsi e stare vigili in particolare coi bambini. Meglio indossare scarpe da trekking o da montagna e premunirsi di una torcia.

Una camminata di circa tre ore (andata/ritorno e in funzione del tragitto che si sceglie) divertente, rigenerante e a contatto di una natura straordinaria!

Silvia C. Turrin