Reillanne, paese d’accoglienza

Il Dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza è uno scrigno pieno di meravigliosi paesaggi e di borghi dove un’anima antica permane, nonostante gli scossoni sociopolitici della Francia contemporanea. Il paesino di Reillanne è un esempio perfetto della tendenza a conservare l’arcaico e prezioso spirito di solidarietà e di accoglienza.

Reillanne si trova a circa 15 km a nord di Manosque. Già percorrendo la D14, in lontananza, lo si scorge arroccato su un’altura.

In luglio, la campagna circostante si tinge del giallo dei girasoli e dell’oro del grano. Nella parte alta del borgo si possono ammirare, in una giornata tersa, l’altipiano di Sault, il monte Ventoux, il Luberon, le Alpi provenzali e la montagna di Lure.

Nel vecchio villaggio si scoprono le vestigia della porta des Forges, che anticamente costituiva una sezione delle vecchie mura. Da queste rovine parte il percorso che conduce alla chiesa di Saint Denis, che un tempo costituiva un convento abitato da una comunità di monache votate alla regola di San Francesco d’Assisi; in seguito, la struttura divenne priorato.

La cappella era inoltre un luogo in cui i fedeli invocavano Saint Denis – patrono di Reillanne – per guarire dalla rabbia e da malattie della mente. A questo Santo è dedicata annualmente una colorata sagra dell’agricoltura, che si svolge in ottobre, dove protagonista è la vita rurale. Capre, pecore, asini, cavalli, insieme vengono fatti sfilare per le vie del paese, mentre il parroco elargisce la tradizionale benedizione degli animali.

Una sagra contadina le cui origini risalgono all’epoca medievale, ma che negli anni Settanta dello scorso secolo venne interrotta. Solo a partire dal 2009 l’amministrazione locale ha voluto ripristinarla, per promuovere il turismo e per rivalorizzare il settore dell’agricoltura, che insieme alla pastorizia, risulta essere ancora dominante in questa zona di Provenza.

Silvia C. Turrin



 

 

Per info:

http://www.reillanne-en-provence.com


 

Annunci

Riez “la romana”

Anticamente era chiamata Julia Augusta Reiorum Apollinaris, oggi la conosciamo col nome di Riez. Distante una quindicina di chilometri da Moustiers-Sainte-Marie, Riez è uno dei villaggi più antichi del sud francese. Detta anche “la Romana”, questa piccola cittadina delle Alpi dell’Alta Provenza si trova nel cuore del Parco Naturale Regionale del Verdon, a pochi chilometri dal lago di Sainte-Croix e dalle Gole del Verdon.

Riez conserva una forte impronta romanica.

Importanti vestigia sono le quattro colonne di granito che svettano nel verdeggiante parco all’esterno del villaggio. Non distante dal centro cittadino, si ammira poi il battistero, recentemente restaurato e uno dei pochissimi edifici paleocristiani custoditi in Provenza, caratterizzato da una fonte battesimale a forma di ottagono.

Riez è piacevole visitarla in occasione di varie feste locali, come la festa della transumanza, quelle del grano (ogni anno la prima domenica del mese di agosto) e del miele (organizzata nel mese di luglio).

Durante queste  ricorrenze le vie si animano di persone in costumi d’antan, vengono rievocati antichi mestieri, come il mastro-vetraio, il portalettere, il guardiano dei campi, l’arrotino, e non mancano degustazioni di vari prodotti tipici provenzali, come i pregiati tartufi, essenze e pot-pourri a base di lavanda.

E a proposito di lavanda… Riez si trova lungo uno degli itinerari alla scoperta dei campi fioriti, profumati e colorati, nell’altipiano di Valensole.

Immancabili le bancarelle del brocante.

Ogni mercoledì e sabato i tradizionali Marché Provençal.

Silvia C. Turrin


Per maggiori info si veda il sito ufficiale della città di Riez:

www.ville-riez.fr

La Palud sur Verdon

Questo è un angolo di Provenza per appassionati di trekking, scalate, free climbing, rafting. Siamo sulla riva destra delle Gole del Verdon. Partendo da Moustiers Sainte-Marie si arriva a La Palud sur Verdon coprendo una distanza di circa 20 chilometri, da assaporare senza fretta, anche perché la strada tortuosa non permette distrazioni, né corse. Man mano che si sale si entra nella foresta demaniale delle Gole del Verdon. Sulla destra si trova il canyon e sulla sinistra i rilievi ricoperti dalla tipica garriga locale, querce, pini, piante di ginepro.

Passato il Col d’Ayen si arriva a La Palud sur Verdon – villaggio posizionato nel cuore del Parco Naturale Regionale del Verdon e della Riserva Geologica dell’Alta Provenza – dove si respira un’atmosfera particolare, votata alla semplicità, all’essenzialità. Nella piazza principale si viene accolti da bar, piccole botteghe che vendono prodotti regionali come miele di lavanda e di rosmarino, mandorle di Valensole, salse a base di olive, e i vini della Cooperativa vinicola di Pierrevert (l’unica rimasta del dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza dopo la fusione con quelle di Quinson e Manosque).

Dalla piazza del lavatoio si dipartono itinerari per alcuni trekking di difficoltà facile, media e complessa, tra cui quello che conduce all’Adrech de Barbin (circa 11 km) e il sentiero del Bastidon (16 km). Uno dei percorsi più belli, ma anche più difficili è quello denominato Blanc-Martel della durata di 6 ore.

La Palud sur Verdon la si scopre lentamente e con semplicità, essendo una piccola, ma caratteristica cittadina di montagna, un tempo feudo dei Conti di Provenza. Da vedere la Maison des Gorges du Verdon, ecomuseo situato nel Castello risalente al XVIII secolo – dove si trova anche l’Ufficio informazioni – in cui si scoprono la biodiversità, gli ecosistemi e la nascita idro-geologica del Grand Canyon più importante d’Europa.

Il villaggio è anche la porta d’accesso per la Strada delle creste, di cui parlerò in un prossimo post.

Silvia C. Turrin