Consigli per alcuni itinerari in Provenza nel mese di luglio

Immense distese di lavanda e di lavandin si ammirano in varie zone provenzali. Luglio è il periodo perfetto per entrare direttamente nei “quadri” paesaggistici tipici di questa regione francese, in cui domina il blu-viola della pianta-simbolo della Provenza. Quest’aromatica ha affascinato sin dall’epoca Romana, sebbene il suo nome attuale “lavanda” risalga al Medioevo: denominazione che deriva dal latino “Lavare”. Gli antichi l’utilizzavano già per profumare i panni e anche per preparare un’acqua efficace per la pulizia del corpo. Lo sviluppo dell’aromaterapia e dell’industria profumiera ha trasformato la lavanda in una pianta richiestissima dai profumieri per estrarne la preziosa essenza e per utilizzarla nella preparazione di fragranze pregiate.

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foto di Silvia C. Turrin

Per ammirare le distese di lavanda in fiore consiglio di visitare Ferrassières, villaggio tra il Vaucluse e le Alpi dell’Alta Provenza situato a quasi 1000 metri d’altitudine sul Plateau d’Albion, nella Drome Provenzale. Ogni luglio Ferrassières celebra quest’aromatica con una festa dove protagonisti sono i fiori blu-viola, alambicchi, boccette profumate, essenze. Nel 2015, la festa compie 20 anni e vedrà come sempre la partecipazione di gruppi folkloristici e di produttori/coltivatori di lavanda. Per chi rimane in zona nel mese di agosto consiglio di far tappa a Sault, villaggio del Luberon, che vanta la denominazione Station Vertes ed è fra i centri più noti per la produzione della Lavanda Vera (lavandula angustifolia). Ogni 15 agosto Sault organizza la festa della lavanda, una ricorrenza che quest’anno compie 30 anni.

Il plateau di Valensole è invece l’habitat prediletto del lavandin, ibrido prodotto dall’incrocio tra Lavanda Vera e Lavanda Spica. Qui si entra nel cuore dell’altopiano più rinomato delle Alpi dell’Alta Provenza, la vallis solis, ovvero la “valle del sole”, che dà il nome all’omonimo villaggio. Valensole è circondata da un esteso pianoro, chiamato “granaio della regione” per le tante colture che vi vengono coltivate: dai cereali alla lavanda, dal mandorlo all’ulivo. In questa zona si ammirano distese dal colore blu-viola intenso. Paesaggi romantici che attirano ogni anno una miriade di turisti provenienti da tutto il mondo, desiderosi di essere immortalati tra i filari di lavanda in fiore.

Un modo diverso per conoscere la lavanda e la sua storia lo offre Salagon. Situato alla periferia della cittadina di Mane, questo museo etno-botanico è costituito da una chiesa un tempo priorato benedettino; vi sono inoltre spazi didattici che raccontano antichi mestieri come quello del fabbro. All’interno di una sezione è organizzata la mostra permanente dedicata alla lavanda: vi sono conservati enormi alambicchi impiegati per la distillazione, oggetti utilizzati per la raccolta come il falcetto, mentre nelle teche vi sono immagini e fotografie che restituiscono al visitatore scene agricole di un tempo. Immagini che raccontano la vita di donne, abili raccoglitrici di questa preziosa pianta aromatica. In un altro spazio vi è il percorso olfattivo in cui riconoscere diverse fragranze aromatiche. Questa esperienza permette di scoprire le differenti profumazioni del lavandin e della lavanda, e le similitudini che possono esservi con l’effluvio della salvia o del timo.

Salagon - esposizione dedicata alla lavanda
Salagon – esposizione dedicata alla lavanda – foto Silvia C. Turrin

Salagon – foto di Silvia C. Turrin

Per gli appassionati di buona Musica, in luglio consiglio invece di far tappa ad Arles per il Festival Les Sud dedicato ai suoni “etnici” del mondo. Les Sud è una rassegna che celebra le voci, le culture e i colori dei popoli del nostro villaggio globale. Oltre alla presenza di artisti di notevole spessore (vi hanno suonato fra gli altri Johnny Clegg, Rokia Traoré, Anoushka Shankar) merita di partecipare al Festival per la location davvero suggestiva in cui si svolgono i concerti, ovvero il Teatro Antico. Questa XX edizione è programmata dal 13 al 19 luglio 2015. Les Sud è anche una buona occasione per visitare in giornata alcuni dei luoghi più suggestivi di Arles, magari andando sulle tracce di Vincent Van Gogh: dagli Alyscamps al maestoso anfiteatro sede di importanti eventi come il Festival Arelate, dalle Terme di Costantino alla Chiesa di Saint-Trophime, passando per la Fondation Vincent Van Gogh.

Arles – Teatro Antico – foto Silvia C. Turrin

Infine, altra imperdibile tappa non solo musicale è Antibes/Juan Les Pin dove da anni si svolge lo storico Festival Jazz che ha visto la partecipazione di straordinari artisti quali Sarah Vaughan, Dizzy Gillespie, Stan Getz et Sonny Rollins. Tappa d’obbligo ad Antibes il Museo Picasso.

Antibes – foto di Silvia C. Turrin

Silvia C. Turrin

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I colori della Provenza immortalati da grandi pittori

Piccoli borghi e città affacciate sul mare, lavanda e girasoli sono solo alcuni degli elementi per vivere una vacanza nel sud della Francia tra arte e natura

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Ci sono tesori da scoprire in questa terra che non ha ancora trovato un interprete all’altezza delle ricchezze che rivela”. Così dichiarò Cezanne riferendosi ai paesaggi della Provenza.

La varietà di scenari, di tradizioni e di prodotti locali trasformano questa regione in una meta prediletta dagli amanti della natura.

Si ammirano i campi di girasole e poi le distese di lavanda che nel periodo estivo colorano e profumano il nord del Luberon e l’altopiano di Sault. Mentre tra metà novembre e metà marzo si può andare alla ricerca del rinomato tartufo, che i provenzali chiamano “rabasse”.

La Provenza che desideriamo descrivere è però quella immortalata sulle tele di pittori naturalisti e d’avanguardia. I suggestivi cromatismi del mare, delle colline, del cielo e dei campi in fiori hanno ammaliato svariati artisti. Vi invitiamo dunque a seguirci in questo breve itinerario.

Prima tappa è Saint Tropez, famosa località turistica popolare già alla fine dell’Ottocento, grazie anche alla sua incantevole baia. È qui che Paul Signac – uno dei massimi esponenti del movimento puntinista – crea il “salone des Indépendants”, punto d’incontro di pittori all’epoca più in voga, quali Marquet, Dufy e Bonnard. Il porto di Saint Tropez è uno dei punti cittadini dipinti da Signac e Marquet che ne esaltano le sfumature. Celebre è la tela “Saint Tropez, il molo” firmata Signac.

Luoghi spettacolari sono la Cittadella, che sovrasta il golfo sin dal 1583, e la spiaggia chiamata des Canoubiers, scenario de “I pini marittimi ai Canoubiers”, altro celebre quadro di Signac. Il rapporto che Saint Tropez ha avuto con gli ambienti artistici tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, lo si comprende appieno visitando il museo de l’Annonciade, dove interessanti collezioni spiegano il tema del colore, le tendenze puntiniste e il movimento dei pittori Fauves.

aixSpostandoci a nord-ovest, approdiamo a Aix-en-Provence, considerata da molti una delle città più raffinate della Francia, divenuta celebre come centro artistico e culturale già nel 1400.

Il suo nome è indiscutibilmente legato a quello Paul Cézanne. È qui che il pittore nacque (19 gennaio 1839) e morì (23 ottobre 1906).

Cézanne ha saputo cogliere l’essenza di Aix-en-Provence attraverso i suoi dipinti. Tra il 1901 e il 1902 vi costruì l’Atelier des Lauves, rifugio in cui esprimere le sue ispirazioni che hanno preso forma in opere pittoriche straordinarie. Pressp luoghi come le cave di Bibémus e Vauvenargues, si è dedicato allo studio della densità delle forme e dei cromatismi. Le particolarità minerarie del luogo lo ispirarono a realizzare capolavori legati al tema “alberi e rocce”.

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Arles ha invece influenzato Van Gogh. La notte stellata, L’Arlésienne e Les vignes rouges d’Arles sono stati dipinti in questa cittadina in cui si ammirano capolavori dell’arte romanica provenzale. È stato sviluppato dall’ente del turismo locale un circuito denominato “Sulle tracce di Van Gogh” che fa tappa nei luoghi immortalati dall’artista, come la piazza del Forum, il ponte di Trinquetaille, le arene e Les Alyscamps. Van Gogh è poi rimasto affascinato dal piccolo, ma ben noto paese di Les Saintes-Maries de la Mer, tra l’altro luogo di pellegrinaggio per le comunità gitane.

Anche Saint-Rémy de-Provence, a nord di Arles, è stata una meta, probabilmente forzata, del pittore olandese. Vi si è infatti trasferito per cercare riposo e cure alla sua irrequietezza mentale nel convento e ospedale di Saint-Paul-de-Mausole, poi dipinto in uno dei suoi quadri. Presso il centro artistico “Présence Van Gogh” si può conoscere più a fondo la sua vita trascorsa in questi luoghi di Provenza. Una regione che ha spinto Van Gogh ad affermare: “Qui la natura è straordinariamente bella. In tutto e dappertutto: la cupola del cielo è di un blu sorprendente, il sole manda raggi color zolfo pallido”. Un invito per conoscere le varie anime di questa sorprendente regione francese.