Un’Altra Vita in Provenza (eBook)+Omaggio

Care Lettrici / Cari Lettori,
con Gioia vi comunico una bella notizia. Sapete già che acquistando la Versione Cartacea del mio Romanzo “Un’altra Vita in Provenza” ricevete come Omaggio l’ebook “Ricette Provenzali” scaricabile direttamente dal sito Il Giardino dei Libri.

Chi desidera/preferisce acquistare la Versione Digitale del Romanzo avrà sempre un Omaggio, che consiste nell’ebook “Le tisane di nonna Josephine“, sempre scaricabile direttamente dalla libreria online Il Giardino dei Libri.

Sono tratte da “Il libro delle erbe e delle tisane”, un volumetto – di cui parlo nel Romanzo – un po’ ingiallito per effetto della coltre del tempo… dove Josephine aveva trascritto vecchie ricette – che si tramandano oralmente di generazione in generazione – a base di fiori ed erbe aromatiche coltivate nel Domaine in Provenza.

Un'altra vita in Provenza

Chissà, forse, un giorno Il libro delle erbe e delle tisane di nonna Josephine sarà diffuso e pubblicato integralmente…

Come sempre, se volete, mandatemi pure i vostri feedback dopo la lettura del Libro… Grazie!

FOTO DI SILVIA C. TURRIN – PROVENZA DA SCOPRIRE

Giselle, la botanica di Avignone

Fiori, erbe aromatiche, varietà di frutta antica… anche di questo parlo nel mio Romanzo Un’altra Vita in Provenza“, attraverso i vari personaggi, in particolare tramite l’ottuagenaria e arzilla Odette; il bell’intellettuale cileno Pancho, e soprattutto, Giselle.

Ecco un breve estratto del Romanzo, in cui Odette descrive la sua amica Giselle

«È un’esperta botanica, molto nota per la capacità di riconoscere svariate specie, incluse quelle esotiche e antiche. Abita alla periferia di Avignone. Ci siamo conosciute dieci anni fa, durante la festa d’autunno di Bellevue. Era la fine di settembre. Vi partecipavo come espositrice. Sul bancone avevo posizionato in bella mostra diversi prodotti del Domaine, dalle bottiglie di olio d’oliva alle confetture di fragole e albicocche. Avevo portato anche alcuni cesti contenenti frutta e verdura di stagione. C’erano tanti visitatori e turisti. Verso metà mattina, vidi una signora molto elegante intenta a scrutare da lontano il mio banchetto. Dopo alcuni minuti, si avvicinò, dimostrando particolare interesse verso i cesti di noci e di fichi. Mi chiese da dove provenivano. Le risposi che li coltivavo io stessa nel frutteto. Parve entusiasta. Mi disse che si trattava di varietà antiche e che, senza saperlo, le stavo proteggendo, salvandole dall’omologazione sempre più imperante…»

Grazie al contributo di Giselle, Odette scopre che nel suo Domaine vi sono diverse specie arboree antiche, fichi, albicocche, pere, ciliegi, e persino vitigni…

[…continua tra le pagine del mio libro disponibile in versione sia cartacea, sia digitale (pdf) qui:

https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__altra-vita-provenza-silvia-turrin-libro.php?id=189200

E per immergersi nei colori della Provenza, ecco qualche foto attraverso cui ho immortalato bellissimi fiori in occasione di uno dei miei viaggi a Bormes-les-Mimosas.

testo e foto di Silvia C. Turrin

La festa della Candelora, Marsiglia e “les Navettes”

In Italia conosciamo il detto “L’Epifania tutte le feste si porta via”. In Provenza  non è proprio così, perché gli addobbi natalizi, incluso il presepe nelle Chiese (crèche de Noël), vengono tenuti sino al 2 febbraio, ovvero sino al giorno della Chandeleur.

In una Francia sempre più orientata al laicismo, ci si accorge che alcune tradizioni religiose sono ancora sentite e rispettate. Ed è questo il caso della festa della Candelora.

Cosa si celebra

Il 2 febbraio, la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù. Popolarmente questa festa viene chiamata “della Candelora”. In questo giorno si benedicono le candele, considerate simbolo di Cristo, “luce che si rivela alle genti”. Già nel V secolo, a Roma, in questa giornata della Candelora le candele benedette venivano portate in processione lungo le vie della città.

Il simbolismo delle candele

Le candele simboleggiano la luce spirituale che illumina il mondo terreno e pagano: è quella luce che rischiara le tenebre, ed è la luce che illumina il cuore. La Candelora è festa che unisce il ciclo delle festività natalizie e il ciclo esistenziale dell’anno.

Secondo fonti pagane, la festa della Candelora si ispirerebbe alle celebrazioni che avvenivano nell’antica Roma in onore di Giunone Februata (purificata). Anziché sopprimere questi rituali così sentiti e radicati nel folklore popolare, papa Gelasio I (492-496) decise che era meglio incorporarli nella tradizione cristiana.

La Chandeleur a Marsiglia

A Marsiglia scopriamo una bellissima e antica tradizione. Occorre entrare nell’abbazia di Saint-Victor prima, e al Four des Navettes poi, per scoprirla.

Presso questa antica abbazia viene conservata la “Vergine Nera” chiamata Notre-Dame de Confession. Ogni anno, il 2 febbraio, alle prime luci dell’alba, centinaia e centinaia di pellegrini, con in mano ciascuno un cero di color verde, raggiungono l’abbazia Saint-Victor partendo dal Vecchio Porto. L’Arcivescovo, durante la suggestiva processione, benedice le vie di Marsiglia, il mare e poi i famosi dolcetti chiamati Navettes.

La leggenda delle “Navettes”

Le “Navettes” sono biscotti tradizionali del folclore provenzale. Sono dolci associati in particolare alle celebrazioni della Candelora. Si chiamano “Navettes” per evocare la barca che avrebbe portato sulle rive del Lacydon la Vergine Nera. La venerazione verso Notre-Dame de Confession è antichissima e risale alla fine del XIII secolo.

Le “Navettes” – biscotti tipici di Marsiglia – sono ancora oggi cotti nel famoso “Four des Navettes”, che viene benedetto dall’Arcivescovo ogni anno in occasione delle celebrazioni della Candelora.

Navettes ma anche crêpes

Le crêpes sono legate alla Candelora, poiché si narra che Papa Gelasio, proprio durante questa festività, abbia sfamato pellegrini provenienti dalla Francia con sottili sfoglie di pasta fritta, preparate nelle cucine vaticane. I fedeli francesi definirono queste prelibatezze, seppur semplici nei loro ingredienti, crêpes. In Provenza la tradizione di questo dolce è rimasta ampiamente seguita, anche perché è d’obbligo esprimere un desiderio quando si rovescia la crepe nella padella.

testo: Silvia C. Turrin

foto in evidenza in homepage: Silvia C. Turrin

foto interne all’Articolo: ufficio del turismo di Marsiglia