Temps des vendanges – tempo di vendemmia

Le sfumature autunnali stanno iniziando a colorare la terra provenzale. I lunghi viali di platani si tingono lentamente di ocra, come anche i tigli e gli alberi di castagno si ammantano di un giallo intenso. Tra i filari dei vitigni si ammirano qua e là lucenti foglie cremisi, che rendono ancor più suggestivi i paesaggi caratterizzati da splendidi vigneti.

inizio autunno in Provenza – foto di Silvia C. Turrin©

Anche in terra di Provenza è iniziato da qualche settimana il periodo allegro della vendemmia. Nell’entroterra molti viticoltori hanno aspettato sino a quasi fine settembre per cominciare la raccolta dei preziosi grappoli d’uva. Una raccolta il cui inizio dipende da tante variabili: in primis il tempo meteorologico e le fluttuazioni del clima nei mesi precedenti; poi la posizione delle vigne (se vicino al mare o nell’entroterra); poi ancora il tipo di vino che si vuole produrre, se Pinot, Cabernet o Chardonnay, ecc…

Bello però sapere e vedere che in tanti Domaine la raccolta si fa ancora a mano, come tradizione vuole. Un lavoro apparentemente solo divertente, ma che nasconde anche fatica! La raccolta a mano dei grappoli d’uva è un modo rispettoso per vivere in simbiosi con la natura, e in comunità con altre persone.

Protegge i vigneti dalle aggressioni di freddi congegni meccanici e rende il bene finale, il vino, ancor più pregiato, perché frutto di un sapere antico e di una condivisione tra uomo e ambiente…

dans les vignes

Un incontro in Provenza tra reminescenze cilene e poesia

Inauguro ufficialmente questo blog attraverso questo post, già pubblicato in Culture Nature Magazine che rivela come la Provenza possa diventare una seconda casa per molti viandanti…

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Domenica 22 settembre, nel piccolo e grazioso borgo di Cotignac, in occasione del Salon de la Petite Edition Indépendante, ho incontrato, a sorpresa, una donna coraggiosa, semplice, disponibile, un’intellettuale cilena…

Si chiama Diomenia Carvajal.

Appena ho incrociato il suo volto ho avvertito un’immediata sintonia, una naturale affinità.

Diomenia era seduta in un gazebo-stand del Cours Gambetta, circondata dai libri e dai numeri della Rivista pubblicati dalla casa editrice da lei fondata, ARCOIRIS EDITIONS.

Mi ha spiegato che pubblica libri di scrittori e poeti dell’America Latina. Sono edizioni bilingue, in francese e spagnolo.

Interessante!

Quando mi ha chiesto quali sono gli scrittori latino-americani che seguo di più, ho risposto: gli scrittori cileni, mi piace la letteratura cilena! Pensavo a Sepulveda, ma anche al Isabel Allende e a Francisco Coloane…

E così, quando a mia volta le ho chiesto se era spagnola, mi ha riposto: no, cilena…

Mi ha quindi raccontato un po’ la sua vita. Che ha dovuto lasciare la sua terra nel 1974, dopo un anno della dittatura di Pinochet. Un regime cruento sin dall’inizio, che covava già il terrore molto prima del golpe di 40 anni fa e della morte di Salvador Allende.

Da quel fatale, feroce  evento, tanti intellettuali, tanti cileni… sono stati costretti a fuggire per motivi politici.

Diomenia mi ha raccontato che è venuta in Francia e qui si è dedicata per circa 20 anni all’insegnamento.

Poi ha ripercorso le dittature dell’America Latina: Cile, Argentina, Bolivia, Uruguay, Ecuador…

Massacri, violazioni dei diritti umani.

Poi, Diomenia mi parla del Piano Condor!

Un tuffo al cuore…

L’Operazione Condor era coordinata dai governi militari di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay per arrestare, scambiarsi ed eliminare gli oppositori durante gli anni Settanta e Ottanta. Omicidi e sparizioni forzate erano all’ordine del giorno. Un piano sponsorizzato dagli Stati Uniti…

Diomenia si è rifatta una vita nel sud della Francia, ma il legame con la sua terra rimane forte, come dimostra il progetto della sua piccola casa editrice, con cui lei stessa ha pubblicato libri illuminanti, tra cui Le Fils de l’Arc-en-Ciel/El Hijo del Arco Iris.

Mi ha donato anche un cadeau, la seguente poesia, che con piacere pubblico in questo spazio web:

Olvido

La hora redonda se deshoja

Vuelvo al lecho

de mi infancia

La sàbana

ya no sabe reconocerme

tan extranjera soy

a la semilla germinada

hace tantos años.

Vuelvo a las horas

que destilan

una

a una

las gotas insonoras

de la vida.

La muerte

calzó sus zapatillas

de seda

y con sus pisadas

dejó

el verano

alumbrando

una mirada

que ya no es

Tratto da 15 poemas de amor y un Desencanto di Diomenia Carvajal

I colori della Provenza catturati dai grandi pittori

Piccoli borghi e città affacciate sul mare, lavanda e girasoli sono solo alcuni degli elementi per vivere una vacanza nel sud della Francia tra arte e natura

mont-sainte-victoire

Ci sono tesori da scoprire in questa terra che non ha ancora trovato un interprete all’altezza delle ricchezze che rivela”. Così dichiarò Cezanne riferendosi ai paesaggi della Provenza.

La varietà di scenari, di tradizioni e di prodotti locali trasformano questa regione in una meta prediletta dagli amanti della natura.

Si ammirano i campi di girasole e poi le distese di lavanda che nel periodo estivo colorano e profumano il nord del Luberon e l’altopiano di Sault. Mentre tra metà novembre e metà marzo si può andare alla ricerca del rinomato tartufo, che i provenzali chiamano “rabasse”.

La Provenza che desideriamo descrivere è però quella immortalata sulle tele di pittori naturalisti e d’avanguardia. I suggestivi cromatismi del mare, delle colline, del cielo e dei campi in fiori hanno ammaliato svariati artisti. Vi invitiamo dunque a seguirci in questo breve itinerario.

Prima tappa è Saint Tropez, famosa località turistica popolare già alla fine dell’Ottocento, grazie anche alla sua incantevole baia. È qui che Paul Signac – uno dei massimi esponenti del movimento puntinista – crea il “salone des Indépendants”, punto d’incontro di pittori all’epoca più in voga, quali Marquet, Dufy e Bonnard. Il porto di Saint Tropez è uno dei punti cittadini dipinti da Signac e Marquet che ne esaltano le sfumature. Celebre è la tela “Saint Tropez, il molo” firmata Signac.

Luoghi spettacolari sono la Cittadella, che sovrasta il golfo sin dal 1583, e la spiaggia chiamata des Canoubiers, scenario de “I pini marittimi ai Canoubiers”, altro celebre quadro di Signac. Il rapporto che Saint Tropez ha avuto con gli ambienti artistici tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, lo si comprende appieno visitando il museo de l’Annonciade, dove interessanti collezioni spiegano il tema del colore, le tendenze puntiniste e il movimento dei pittori Fauves.

aixSpostandoci a nord-ovest, approdiamo a Aix-en-Provence, considerata da molti una delle città più raffinate della Francia, divenuta celebre come centro artistico e culturale già nel 1400.

Il suo nome è indiscutibilmente legato a quello Paul Cézanne. È qui che il pittore nacque (19 gennaio 1839) e morì (23 ottobre 1906).

Cézanne ha saputo cogliere l’essenza di Aix-en-Provence attraverso i suoi dipinti. Tra il 1901 e il 1902 vi costruì l’Atelier des Lauves, rifugio in cui esprimere le sue ispirazioni che hanno preso forma in opere pittoriche straordinarie. Pressp luoghi come le cave di Bibémus e Vauvenargues, si è dedicato allo studio della densità delle forme e dei cromatismi. Le particolarità minerarie del luogo lo ispirarono a realizzare capolavori legati al tema “alberi e rocce”.

arles

Arles ha invece influenzato Van Gogh. La notte stellata, L’Arlésienne e Les vignes rouges d’Arles sono stati dipinti in questa cittadina in cui si ammirano capolavori dell’arte romanica provenzale. È stato sviluppato dall’ente del turismo locale un circuito denominato “Sulle tracce di Van Gogh” che fa tappa nei luoghi immortalati dall’artista, come la piazza del Forum, il ponte di Trinquetaille, le arene e Les Alyscamps. Van Gogh è poi rimasto affascinato dal piccolo, ma ben noto paese di Les Saintes-Maries de la Mer, tra l’altro luogo di pellegrinaggio per le comunità gitane.

Anche Saint-Rémy de-Provence, a nord di Arles, è stata una meta, probabilmente forzata, del pittore olandese. Vi si è infatti trasferito per cercare riposo e cure alla sua irrequietezza mentale nel convento e ospedale di Saint-Paul-de-Mausole, poi dipinto in uno dei suoi quadri. Presso il centro artistico “Présence Van Gogh” si può conoscere più a fondo la sua vita trascorsa in questi luoghi di Provenza. Una regione che ha spinto Van Gogh ad affermare: “Qui la natura è straordinariamente bella. In tutto e dappertutto: la cupola del cielo è di un blu sorprendente, il sole manda raggi color zolfo pallido”. Un invito per conoscere le varie anime di questa sorprendente regione francese.