Paul Signac, Saint-Tropez e la Provenza

Paul Signac è uno degli artisti che hanno trovato ispirazione nel Midi francese, citati nel mio Romanzo. Josephine, la nonna della protagonista Sofia, ha lasciato la Provenza (anche) per andare a studiare storia dell’arte a Venezia. Alla nipote ha passato questa sua passione, tanto che Sofia ha arredato il bilocale dove vive seguendo proprio l’amore per l’arte trasmessole da nonna Josephine.

Racconta Sofia nel mio Romanzo:

Sopra il divanetto, a sinistra, la parete è completamente bianca e al centro c’è un canvas che riproduce il quadro Saint Tropez di Signac. In effetti, mi accorgo che in questo piccolo spazio i riferimenti alla Provenza sono tanti e tutti legati alla passione di nonna per l’arte.

Signac e Saint-Tropez

Paul Signac è uno dei tanti artisti rimasti incantati dalla luce della Provenza, dai cromatismi della natura e dalla poesia dei borghi del Midi francese. Il nome di Signac viene soprattutto associato alla cittadina di Saint Tropez. Il pittore parigino vi si trasferì dopo la morte, avvenuta nel 1891, dell’amico e ispiratore George Seurat. Già appassionato di barca a vela, Signac si allontanò dalla scena parigina per seguire le sue due più grandi passioni: la navigazione e la pittura.

Alla fine del ʼ900, Saint-Tropez non aveva ancora ottenuto la fama di città modaiola, capitale del jet-set. All’epoca era un caratteristico villaggio di pescatori, il cui porto aveva attirato nei secoli importanti scambi commerciali con vari popoli, dai Greci agli Etruschi, passando per i Romani. Tra i primi a scoprire la semplice bellezza di Saint-Tropez e a farla conoscere fu lo scrittore Guy de Maupassant, che la descrisse nella sua opera Sur l’eau (“Sull’acqua. Da Saint-Tropez a Montecarlo”).

Ma è il neo-impressionista Paul Signac a decantare diffusamente la cittadina attraverso i suoi quadri puntinisti – opere intrise di intensi colori – che, in seguito, attireranno a Saint-Tropez altri artisti: da Matisse a Bonnard, a scrittori come Sartre, Colette e altri…

Signac scrisse alla madre:

«[…] mi sono stabilito qui e nuoto in un mare di gioia. A cinque minuti dal paese, perduto tra i pini e le rose, ho scoperto una piccola graziosa casetta ammobilita. Davanti alle rive dorate del golfo, i flutti blu che vengono a morire su di una piccola spiaggia, la mia spiaggia e un buon ormeggio per l’Olympia [la sua barca a vela, N.d.A.]».

I paesaggi e gli intensi cromatismi di Saint-Tropez e del Midi francese in Signac alimentarono la creatività e la sperimentazione, come dimostrano opere quali Saint-Tropez. La boa rossa (1895 – Musée d’Orsay, Parigi); Vele e pini; ancora, Saint-Tropez (1893 – Von der Heydt Museum, Wuppertal); Porto di Saint-Tropez; La Calanque (1906 – Musées royaux des beaux-arts de Belgique, Bruxelles) e tante altre…

Antibes, Juan-les-Pin, Avignone, Marsiglia, Castellane sono altri luoghi provenzali immortalati su tela da Signac col suo inconfondibile stile neo-impressionista puntinista.

“Il pittore anarchico non è un artista che dipinge quadri anarchici, ma uno che combatte le convenzioni ufficiali con tutta la sua individualità” – Paul Signac

Testo Silvia C. Turrin; Foto in evidenza in Homepage: Silvia C. Turrin
Foto delle opere: wikipedia/commons
Foto di Paul Signac: Agence de presse Meurisse — Bibliothèque nationale de France

Un’altra Vita in Provenza – finalmente il Libro

Care Lettrici Cari Lettori di questo spazio dedicato alla Provenza,

sono felice di comunicarvi che da oggi, 4 dicembre, è disponibile il mio Romanzo “Un’altra Vita in Provenza”, sia in versione cartacea, sia in versione digitale. Se volete acquistarlo potete mandare una mail a: provenza.provence@gmail.com e vi spiegherò le varie modalità.

La versione cartacea la potete trovare/acquistare sul sito Il Giardino dei Libri
Ecco il link: Un’Altra Vita in Provenza – Silvia Cinzia Turrin – libro (ilgiardinodeilibri.it)
Con l’acquisto riceverai in Omaggio “Ricette Provenzali (file da scaricare Pdf)”

Un'altra vita in Provenza

La versione digitale è disponibile sia sul sito Il Giardino dei Libri (con l’acquisto riceverai in omaggio “Le Tisane di Nonna Josephine (file da scaricare Pdf)”) sia su Lulu.com.

È un Romanzo che contiene varie storie, che si intrecciano in Provenza.

In un periodo dominato da incertezze economiche e dallo slogan “flessibilità”, Sofia, la protagonista di questa storia, sente di camminare su un filo sospeso, come una funambola. La morte di nonna Josephine, alla quale era fortemente legata, ha accentuato la sua insicurezza. Tutto le appare impermanente, anche a causa dei problemi interni alla società editoriale per cui lavora. In un quadro instabile, Sofia riceve un’inaspettata lettera che le cambierà la vita. A firmarla, Odette, vecchia amica di Josephine, che la invita a raggiungerla in Provenza, nel piccolo borgo di Bellevue. In piena crisi esistenziale, Sofia decide di accettare l’invito di Odette. Così, la protagonista può finalmente ammirare di persona i luoghi che sua nonna le aveva fatto conoscere attraverso ricette provenzali e libri d’arte dedicati a Van Gogh, Cézanne e Signac. Tra campi di ulivi, vigneti, erbe aromatiche e varietà di frutta antica, Sofia impara a lavorare a contatto con la terra, grazie all’aiuto dell’ottuagenaria Odette e dei tanti amici che ruotano attorno al Domaine du Vieux Chêne, come il pastore Leon, di origini andaluse, e Pancho, l’intellettuale cileno tormentato dai fantasmi del suo passato. Sofia conosce Champa e Kesarbai, amiche inseparabili, l’una indiana, l’altra pakistana; Robert, ex monaco trappista; poi ancora Marcel, il cacciatore proprietario della charcuterie del villaggio che subirà una profonda metamorfosi, e Giselle, l’eccentrica botanica di Avignone. A Bellevue non manca nemmeno una figura piuttosto misteriosa, di cui nessuno sembra sapere niente, ma che tutti in vario modo incrociano. In questa storia aleggia un segreto, quello custodito da Odette. In Provenza, Sofia – che sarà accompagnata dalla dolcissima Lucy, cane pastore dei Pirenei – scoprirà nuovi tasselli della sua vita e capirà quanto sia importante seguire il cuore e il proprio istinto per trovare finalmente un po’ di serenità. In Appendice, “10 Lezioni di Mindfulness” apprese da Sofia in Provenza.

Un'altra vita in Provenza

In compagnia di un buon “vecchio” libro

In questo periodo viaggiare in Provenza è impossibile. La diffusione del nuovo coronavirus, Covid-19, ha destabilizzato il mondo intero, mietendo moltissime vittime, soprattutto anziani. Abbiamo letto vari articoli in proposito, molti validi, altri meno, altri ancora pubblicati anni fa. Tra questi abbiamo trovato un articolo del 2017 in cui si parla della possibile evoluzione del virus Sars. Se volete approfondire, qui trovate il link dell’articolo uscito sulla rivista Science News.

Ma questo argomento, vi chiederete, cosa ha a che fare con la Provenza?

Apparentemente nulla, o forse molto. Tutto è correlato: è ciò che è emerso chiaramente negli ultimi mesi, proprio per effetto della diffusione di questo virus. Una costatazione ben nota a chi legge di filosofie orientali, buddhismo e fisica quantistica.

Se non possiamo spostarci liberamente, se non possiamo visitare (anche) la Provenza lo dobbiamo alla diffusione di questo virus (e a quanti hanno permesso tale diffusione…).

Cosa raccontare in questo periodo così difficile?

In queste settimane, avrete notato un sovraffollamento di corsi, eventi, appuntamenti on line, in streaming, via web. Certo, non potendosi incontrare quale alternativa c’è?

C’è sempre un’alternativa.

Personalmente, la scrittura – tra Afriche e Oriente, che sono le tematiche principali su cui vertono i miei articoli  – mi porta a rimanere molto davanti allo schermo del pc. Dopo un po’, i miei occhi reclamano una pausa.

Ecco che dopo questo, più o meno lungo, incipit, giungo all’argomento centrale di questo Post.

Non voglio invitarvi a seguire qualcosa on line, ma a riscoprire un buon vecchio libro cartaceo, da sfogliare, da leggere sdraiati sul divano, o a letto, o seduti comodamente in terrazza o in giardino.

In questo periodo mi sento di scrivere: “vecchio è bello”.

Un buon vecchio libro è un amico, c’è sempre a portata di mano. Lo si trova facilmente e non rimane sommerso dalle e nelle tante “cartelle” che affollano un pc.

Sto ripensando ai tempi di Jean Giono, alla sua vita, ai suoi scritti, alle sue idee in cui dominano certi temi che dovremmo riscoprire:

  • il rispetto per la Natura,
  • la contemplazione del cielo stellato,
  • l’ammirazione per vecchi e umili lavori come quello del pastore,
  • l’elogio del pacifismo,
  • l’importanza di piantare un albero…

La corsa a un mondo iper-tecnologico ci sta portando alla follia pura, all’alienazione, alla dissociazione cognitiva (evidente in molte figure politiche contemporanee sparse per il globo).

Sì, “vecchio è bello”.

Non significa avere nostalgia del passato, bensì essere consapevoli di ciò che è importante nella vita. Se un buon vecchio libro ti insegna ad ammirare il “serpente di stelle” sopra le nostre teste, se un buon vecchio libro ci racconta di rapporti umani veri, se un buon vecchio libro ti fa sorridere, emozionare, e viaggiare con la fantasia allora sì, “vecchio è bello”.

Se non possiamo viaggiare scoprendo i borghi e i paesaggi della Provenza, possiamo sognarla grazie a un buon vecchio libro.

Ecco dunque una lista, non esaustiva, di alcuni testi che non dovrebbero mancare in una libreria di un appassionato/un’appassionata di Provenza:

  • Jean Giono
  • Marcel Pagnol
  • Alphonse Daudet

Ciascuno di loro ha raccontato qualcosa della Provenza reale e immaginaria. Meritano di essere ri-scoperti.

Però a questi scrittori “classici” vorrei aggiungere anche la scrittrice statunitense Edith Wharton la quale, nel suo Viaggio in Francia, descrive alcune zone della Provenza, e l’ironico e compianto Peter Mayle, un Englishman che si è innamorato del Luberon tanto da trasferirsi in quella terra, fonte per lui di ispirazione nella stesura di storie divertenti e di successo.

Allora, buona lettura con un buon vecchio libro e a presto, in Provenza!

Silvia C.