Olio, olive e borghi provenzali – Aureille

Storie, leggende, simbolismi ruotano attorno alla nascita dell’olivo, alla sua coltivazione e al cosiddetto “oro liquido” che viene prodotto dai suoi frutti.

L’albero dell’olivo รจ da sempre considerato simbolo di spiritualitร , di abbondanza, di vita eterna e di pace.

La Provenza รจ tra le aree del Mediterraneo definite “terra dell’olivo“. Anche nel Midi francese รจ millenaria la tradizione dell’olivicoltura. E nelle Alpilles l’ulivo รจ un albero-simbolo.

Oltre 300mila ulivi puntellano le Alpilles e grazie a tanti frantoi viene estratto un nettare prezioso, amato in tutto il mondo.

Abbiamo giร  parlato di Mouriรจs, considerata la capitale dellโ€™olio dโ€™oliva. Addentrandosi nel tipico paesaggio olivicolo mediterraneo-provenzale, scopriamo la bellezza di questa zona, resa ancor piรน speciale grazie alla presenza delle Alpilles. Questo itinerario, fuori dalle solite rotte del turismo di massa, ci porta a Aureille.

Aureille รจ un punto di passaggio per la Camargue e la vallata di Baux. Questo piccolo villaggio circondato da uliveti, conserva le rovine di un antico castello del XII secolo, testimonianza di un passato che univa il paese alla vecchia repubblica di Arles.

Il legame con la regione della Camargue รจ ancora tangibile in occasione delle numerose feste che si organizzano a Aureille e dintorni, molte delle quali associate alla tradizione della tauromachia, come gli abrivados e le courses camarguaises.

Ad Aureille troviamo un bel mulino a olio costruito nel 1980. Tuttavia, sebbene sia moderno, i metodi lavorativi si rifanno addirittura a quelli impiegati giร  dai Romani. Lโ€™olio viene estratto ancora in modo artigianale, utilizzando tre macine per schiacciare le olive. Dopo aver ottenuto una pasta, questa viene stesa su piccoli tappeti, giร  in uso nellโ€™antichitร , che vengono poi impilati. Alla fine avviene la spremitura in una delle due grandi presse.

Lungo la “strada dell’ulivo” merita una tappa anche Eygaliรจres, caratteristico villaggio delle Alpilles le cui vie nascondono oratori antichi, fontane e lavatoi.

Da non perdere a Eygaliรจres, una visita a Saint Sixte, cappella romanica ubicata nella zona piรน alta del borgo. Grazie alla sua posizione panoramica, Saint Sixte รจ diventata un luogo di pellegrinaggio sia religioso, sia naturalistico.

Testo Silvia C. Turrin

Foto: si ringrazia l’ufficio del turismo delle Alpilles

Grasse, Dufy e Fragonard, tra profumi e arte

Grasse, oltre a essere la capitale provenzale del profumo (come abbiamo raccontato in vari Articoli), ha attirato a sรฉ svariati artisti. Su tutti, ricordiamo in particolare il pittore Raoul Dufy (1877-1953).

Dufy e la scoperta del Midi

Nato nel nord della Francia, precisamente a Le Havre (Normandia), Dufy in una prima fase venne attratto dal lavoro degli impressionisti. Suoi punti di riferimento furono Monet e Boudin. Il suo nome รจ perรฒ legato al movimento detto โ€œfauvismeโ€, per poi avvicinarsi allโ€™arte di Paul Cรฉzanne e alle sperimentazioni cubiste.

Per Dufy, la scoperta della Provenza avvenne nel 1908, grazie al viaggio iniziatico compiuto con lโ€™amico e collega Georges Braque (del quale parleremo in un prossimo articolo).

Un viaggio di scoperta da Marsiglia a lโ€™Estaque, che lo affascinรฒ e ispirรฒ. Diverse le sue opere realizzate in questo periodo e ispirate proprio al Midi francese, come: Barques ร  Martigues (1908); Bateaux ร  quai dans le port de Marseille (1908). Dufy poi scopre la Costa Azzurra, soggiornando a Vence e poi a Nizza. E proprio qui rimane affascinato dalla cittadina di Grasse.

Avviluppata dalle fragranze dei fiori e dagli effluvi sprigionati dai maestri profumieri, Grasse รจ ai suoi occhi una โ€œcittร  dโ€™arte e di storiaโ€, piena di colori e, naturalmente, di essenze.

Lโ€™universo olfattivo si intreccia con le particolari sfumature della luce, che nella zona del centro antico crea giochi visivi da catturare su tela.

Dufy immortala questo suo passaggio nella capitale del profumo tramite lโ€™opera โ€œVue de Grasseโ€ (olio su tela).

Fragonard, non solo profumi

Ma a Grasse cโ€™รจ un altro artista molto amato, in cui natali si rintracciano proprio qui. Ovviamente stiamo parlando di Monsieur Jean-Honorรฉ Fragonard (1732-1806). Figlio di un artigiano guantaio di Grasse, Fragonard si puรฒ definire โ€œpoeta e artista della luceโ€.

Nelle sue opere emerge uno spirito gioioso, poetico e romantico, attento allo spirito letterario del suo tempo. Venne infatti suggestionato dallโ€™ โ€œOrlando Furiosoโ€ di Ludovico Ariosto e dalla โ€œGerusalemme liberataโ€ di Torquato Tasso.

A lui รจ dedicato il Museo che porta il suo nome, inaugurato nel 2011 nel cuore del centro storico di Grasse. Il museo Fragonard celebra questo pittore di Grasse con una preziosa collezione, composta da una ventina di grandi opere, inclusa โ€œIl sacrificio della Rosaโ€.

E a proposito di profumi ed essenze…

Entrare in una fabbrica di profumo di Grasse significa fare un viaggio non solo in Provenza, ma attorno al mondo. Un viaggio tra passato e presente. Significa vivere โ€œincontri olfattiviโ€ con la rosa di maggio, coi fiori dโ€™arancio, con lโ€™essenza del sandalo e con altre incantevoli molecole che aleggiano nellโ€™aria e invadono i sensi. รˆ necessario avere anche una buona immaginazione per poter visualizzare il vecchio e duro lavoro nei campi dove si raccoglievano a mano i fiori: unโ€™attivitร  nella maggior parte dei casi svolta dalle donne di un tempo e qui, sรฌ, in talune circostanze ci poteva essere violenza โ€“ anche solo psicologica. SILVIA C. TURRIN

Per approfondire:

Silvia C. Turrin

Sault, profumo di lavanda

โ€œQui la lavanda profuma il cielo e la terra, e gioca con le ombre e con la luceโ€.

Cosรฌ Jean Giono descriveva i paesaggi tra Sault, Le Contadour e il Plateau dโ€™Albion; Nellโ€™aria la fragranza inconfondibile della lavanda, pianta simbolo per eccellenza della Provenza. Ed รจ proprio nei luoghi che furono tanto cari a Giono che si ammirano, in estate, splendidi campi fioriti dai cromatismi viola e blu.

foto Silvia C. Turrin

Molti amici e conoscenti, immancabilmente ogni anno, sapendo della mia passione per questa pianta e per questa terra (ho scritto persino un Romanzo dal titolo โ€œUnโ€™altra vita in Provenzaโ€) mi chiedono qual รจ il periodo migliore per vedere le distese fiorite.

Per rispondere, occorre sempre precisare la zona che si vorrebbe visitare. Nel caso di Sault e dintorni, la lavanda vera (che non รจ il lavandin, una varietร  piรน diffusa, facile da coltivare, ma meno pregiata) inizia a colorare i paesaggi verso la fine di giugno. Nel mese di luglio la lavanda diffonde tutta la sua poetica bellezza. In genere, รจ nelle prime settimane di agosto che poi avviene la raccolta, per produrre il profumatissimo e benefico olio essenziale.

Con i mutamenti del clima, la tradizionale stagionalitร  della fioritura della lavanda puรฒ variare, in base allโ€™andamento delle temperature e alla quantitร  di pioggia caduta nei mesi precedenti. รˆ per questo che negli ultimi anni, giร  all’inizio di agosto, รจ facile vedere i campi di lavanda giร  sfalciati.

Il villaggio di Sault, a 760 metri sul livello del mare, si erge su uno sperone roccioso ed รจ famoso proprio perchรฉ รจ una delle tappe piรน importanti del cosiddetto โ€œpercorso della lavandaโ€. A Sault, da vari punti privilegiati, si ammirano a perdita d’occhio campi di lavanda. I turisti, in estate, sono numerosissimi, provenienti da varie zone del mondo, e il loro numero si moltiplica in occasione della Festa della Lavanda, che viene celebrata ogni anno il 15 agosto.

Durante questo evento vengono proposte diverse animazioni, sfilate di gruppi folkloristici, giochi nelle piazzette, canti e balli tradizionali, il marchรฉ lungo le vie. Un tripudio di fiori e di prodotti rigorosamente a base di lavanda. Sarร  possibile poi scoprire come avviene il processo di distillazione per ottenere il profumatissimo olio essenziale. Anche i piรน piccoli potranno divertirsi a conoscere il mondo delle api e a seguire laboratori pedagogici sugli animali di Provenza.

Nel 2023 si svolge la 36แตƒ edizione. Una festa che non stanca mai, proprio come il profumo e il fascino della lavanda. Unโ€™occasione per immergersi nella cultura e coltura di questa pianta che, per secoli, cresceva spontaneamente in Provenza. Pastori e contadini la raccoglievano per profumare ambienti e per le sue numerose proprietร  benefiche. Poi, grazie allโ€™intuizione dei profumieri di Grasse, la lavanda รจ diventata ricercatissima nella preparazione di pregiate fragranze e in aromaterapia. L’olio essenziale di lavanda vera, tra le varie virtรน, รจ cicatrizzante, antisettico e favorisce un buon sonno.

Appassionata come sono di Provenza, persino nel mio recente libro dedicato alle โ€œMeditazioni con i fioriโ€ ho inserito un capitolo incentrato sulla lavanda. Per saperne di piรน clicca qui.

Scoprire la lavanda a ritmo lento

Per addentrarsi davvero nel mondo profumato della lavanda si possono percorrere i sentieri botanici tra Sault e il vicino villaggio di Ferrassiรจres. Si ammirano da vicino i campi in piena fioritura e si incrociano lungo il percorso pannelli didattici ricchi di tante informazioni sulla lavanda. Un modo per uscire dai sentieri battuti, per spegnere lโ€™auto e inoltrarsi nei campi fioriti con uno spirito ecologico. Sentieri percorribili anche in vรฉlo. Un modo diverso per conoscere i borghi circostanti, ancora autentici nelle loro tradizioni, come Aurel, Saint-Trinit e Saint-Christol.

Con un ritmo lento si possono poi visitare quelle aziende agricole che coltivano e distillano la lavanda con metodi che hanno valso loro lโ€™AOP, lโ€™Appellation d’origine protรฉgรฉe, ovvero Denominazione di Origine Protetta.

Concludiamo questo scritto, ancora, come nell’incipit, con le parole di Giono:

ยซBasta un bouquet di lavanda perchรฉ si parli a voi,
in un linguaggio dโ€™una densitร  strana,
di libertร  essenziali che sono il fascino di questi altopiani di Provenzaยป.

Testo e foto Silvia C. Turrin


IL LIBRO “UN’ALTRA VITA IN PROVENZA”

IL LIBRO DELLE MEDITAZIONI CON I FIORI