I mille volti della Courge

Mai visto in ottobre così tanti campi pieni di grosse courges, di vari tipi… ormai le stanno raccogliendo e i campi si sono diradati, ma qualche settimana fa in alcune zone provenzali si potevano ammirare intere estensioni.

In Provenza la courge è un “culto”, soprattutto in alcuni villaggi, come Rians o come Lurs e dintorni.

Rians - fete de la Courge 2013-10-13 097

Bazzicando nei vari mercati e foire, si scoprono diversi tipi di zucche: dalla potimarron alla butternut, dalla courge spaghetti alla courge musquée de Provence (la mia preferita).

Visto che va così di moda proporre ricette a destra e manca (le propone perfino anche chi di cucina non sa proprio nulla!) e visto che in terra di Provenza ci sono ricchezze del territorio genuine, appetitose e da valorizzare, suggerisco qui di seguito una ricetta Provençale.

Vellutata di zucca per 6 persone
½ litro di brodo di verdure
½ litro di latte
1kg di Courge musquée
2-3 patate
2-3 porri
Olio ex. v.
Sale e pepe
Noce moscata
panna (facoltativa)

Pulire e affettare a pezzi grossi la zucca, poi le patate. Lavarle, insieme ai porri. Tagliare i porri a rondelle.
Soffriggere i porri in un buon olio extravergine d’oliva, con  1-2 spicchi d’aglio rosa di Provenza, lasciando cuocere a fuoco dolce per qualche minuto.
Nel frattempo, riscaldare il brodo e intiepidire il latte.
Nella pentola coi porri aggiungere i morceaux di zucca tagliata, le patate affettate, il brodo di verdure e il latte intiepidito, con un pizzico di sale di Camargue al timo.

Far cuocere per circa 20 minuti a seconda della consistenza della zucca (che si può prima cucinare a vapore per circa 10 minuti in modo da renderla più morbida).

Passare il tutto nel mixer, oppure impiegare un buon vecchio passaverdura per ottenere una vellutata, velouté.
Spolverizzare la vellutata con un pizzico di noce moscata e di pepe.
Mescolare bene il tutto e servire la soupe calda, se volete aggiungendo un poco di panna (crème fraîche).

I colori della Provenza catturati dai grandi pittori

Piccoli borghi e città affacciate sul mare, lavanda e girasoli sono solo alcuni degli elementi per vivere una vacanza nel sud della Francia tra arte e natura

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“Ci sono tesori da scoprire in questa terra che non ha ancora trovato un interprete all’altezza delle ricchezze che rivela”. Così dichiarò Cezanne riferendosi ai paesaggi della Provenza.

La varietà di scenari, di tradizioni e di prodotti locali trasformano questa regione in una meta prediletta dagli amanti della natura.

Si ammirano i campi di girasole e poi le distese di lavanda che nel periodo estivo colorano e profumano il nord del Luberon e l’altopiano di Sault. Mentre tra metà novembre e metà marzo si può andare alla ricerca del rinomato tartufo, che i provenzali chiamano “rabasse”.

La Provenza che desideriamo descrivere è però quella immortalata sulle tele di pittori naturalisti e d’avanguardia. I suggestivi cromatismi del mare, delle colline, del cielo e dei campi in fiori hanno ammaliato svariati artisti. Vi invitiamo dunque a seguirci in questo breve itinerario.

Prima tappa è Saint Tropez, famosa località turistica popolare già alla fine dell’Ottocento, grazie anche alla sua incantevole baia. È qui che Paul Signac – uno dei massimi esponenti del movimento puntinista – crea il “salone des Indépendants”, punto d’incontro di pittori all’epoca più in voga, quali Marquet, Dufy e Bonnard. Il porto di Saint Tropez è uno dei punti cittadini dipinti da Signac e Marquet che ne esaltano le sfumature. Celebre è la tela “Saint Tropez, il molo” firmata Signac.

Luoghi spettacolari sono la Cittadella, che sovrasta il golfo sin dal 1583, e la spiaggia chiamata des Canoubiers, scenario de “I pini marittimi ai Canoubiers”, altro celebre quadro di Signac. Il rapporto che Saint Tropez ha avuto con gli ambienti artistici tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX, lo si comprende appieno visitando il museo de l’Annonciade, dove interessanti collezioni spiegano il tema del colore, le tendenze puntiniste e il movimento dei pittori Fauves.

aixSpostandoci a nord-ovest, approdiamo a Aix-en-Provence, considerata da molti una delle città più raffinate della Francia, divenuta celebre come centro artistico e culturale già nel 1400.

Il suo nome è indiscutibilmente legato a quello Paul Cézanne. È qui che il pittore nacque (19 gennaio 1839) e morì (23 ottobre 1906).

Cézanne ha saputo cogliere l’essenza di Aix-en-Provence attraverso i suoi dipinti. Tra il 1901 e il 1902 vi costruì l’Atelier des Lauves, rifugio in cui esprimere le sue ispirazioni che hanno preso forma in opere pittoriche straordinarie. Pressp luoghi come le cave di Bibémus e Vauvenargues, si è dedicato allo studio della densità delle forme e dei cromatismi. Le particolarità minerarie del luogo lo ispirarono a realizzare capolavori legati al tema “alberi e rocce”.

arles

Arles ha invece influenzato Van Gogh. La notte stellata, L’Arlésienne e Les vignes rouges d’Arles sono stati dipinti in questa cittadina in cui si ammirano capolavori dell’arte romanica provenzale. È stato sviluppato dall’ente del turismo locale un circuito denominato “Sulle tracce di Van Gogh” che fa tappa nei luoghi immortalati dall’artista, come la piazza del Forum, il ponte di Trinquetaille, le arene e Les Alyscamps. Van Gogh è poi rimasto affascinato dal piccolo, ma ben noto paese di Les Saintes-Maries de la Mer, tra l’altro luogo di pellegrinaggio per le comunità gitane.

Anche Saint-Rémy de-Provence, a nord di Arles, è stata una meta, probabilmente forzata, del pittore olandese. Vi si è infatti trasferito per cercare riposo e cure alla sua irrequietezza mentale nel convento e ospedale di Saint-Paul-de-Mausole, poi dipinto in uno dei suoi quadri. Presso il centro artistico “Présence Van Gogh” si può conoscere più a fondo la sua vita trascorsa in questi luoghi di Provenza. Una regione che ha spinto Van Gogh ad affermare: “Qui la natura è straordinariamente bella. In tutto e dappertutto: la cupola del cielo è di un blu sorprendente, il sole manda raggi color zolfo pallido”. Un invito per conoscere le varie anime di questa sorprendente regione francese.

Paesaggi e leggende di Provenza

Questa regione del sud della Francia non smette mai di incantare. Il suo presente, così come il suo passato sono fonti di un’incredibile ricchezza culturale. La natura nel suo complesso, le sue chiese, basiliche, i suoi borghi, le grotte arroccate sui massicci, le sue acque sono avvolte dalla magia di storie travagliate o a lieto fine. Sono tanti i miti che ruotano attorno a varie città, a luoghi di culto, a paesaggi in cui l’uomo ha saputo rispettare l’ambiente e le creature che lo popolano.

Molte leggende provenzali sono state raccolte e documentate nel bel libro En Provence: Sur le chemin des légendes (Édisud, Aix-en-Provence), ricco di illustrazioni e di testi ben scritti. Gli autori Céline Magrini-Romagnoli, docente di letteratura francese e provenzale, e il fotografo Jérémy Mathur hanno saputo cogliere l’essenza di una terra ancora fortemente legata alle proprie tradizioni, alle proprie radici storiche. Le leggende raccontate nel volume, molto curato dal punto di vista grafico-editoriale, seguono alcuni dei più bei itinerari di Provenza. Si incomincia da Marsiglia, fondata, secondo la leggenda, grazie all’unione di una nobile principessa locale e uno straniero proveniente dall’Asia Minore: un matrimonio che darà sin dalle origini un’impronta meticcia alla città. Forti sono poi le mitologie legate alla devozione religiosa, come nel caso della storia della Sainte-Baume, dove la figura centrale è Maria Maddalena. Si passa poi a tradizioni delle Alpi Marittime, a quelle delle Alpi dell’Alta Provenza, e ancora si attraversa idealmente il Vaucluse sino a giungere alla Camargue.

Le 36 leggende recuperate grazie al prezioso lavoro di Céline Magrini-Romagnoli non rappresentano solo un’interessante ricerca antropologica-letteraria, ma anche un punto di partenza per intraprendere tanti cammini per raggiungere luoghi provenzali dove si percepiscono ancora in modo forte gli echi della storia e dove i paesaggi non sono stati deturpati dalla cementificazione selvaggia e da politiche urbanistiche deleterie, corrotte (come invece è accaduto e accade in Italia).

La Provenza affascina milioni di turisti provenienti da tutto il mondo perché i suoi abitanti – e gli amministratori locali – hanno saputo rispettare la bellezza poetica dei suoi centri più caratteristici. Anche quei borghi conosciuti in tutto il mondo, come Roussillon o Baux-de-Provence, nonostante l’ondata dei turisti, mantengono inalterato il loro fascino e le loro antiche suggestioni.).

Silvia C. Turrin

P.S. Un ringraziamento speciale a Claire Neuville

Edisud – per visionare il catalogo del libri in pdf clicca qui

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