Lavanda mon amour – prima parte

Provenza è sempre (o quasi) sinonimo di lavanda: l’immagine di filari color blu-viola è un “must” di tante cartoline e scatti fotografici. Il profumo inconfondibile  e  i paesaggi così suggestivi che crea questa pianta quando è in piena fioritura sono unici, singolari. La sua importanza si perde nella notte dei tempi.

In Provenza, la cultura e coltura della lavanda erano già diffuse prima del Medioevo. Ufficialmente, la sua raccolta e il suo impiego vennero catalogati nel XIV secolo in un testo erboristico Les Herboristes de Lure. Spesso ubicata a fianco di altre piante aromatiche, la si trovava nei giardini di monasteri e abbazie, luoghi dove erano applicati i saperi della farmacopea. Conoscenze che si sono ampliate, confermando le svariate qualità della lavanda. Prezioso è per esempio l’olio essenziale che ne viene estratto. Non a caso, in tutta la Provenza è diffusa l’aromaterapia, una disciplina – ormai nota in tutto il mondo – sviluppata proprio in Francia, grazie ai lavori compiuti dal chimico René-Maurice Gattefossé.

L’essenza di lavanda porta con sé il calore e l’energia del sole di Provenza. Il suo profumo è inconfondibile e ogni volta che si percepisce la sua anima olfattiva si rimane avvolti da un’aria di freschezza e di serenità.

In Provenza, tanti piccoli produttori di essenza di lavanda chiamano questo fiore “oro blu”. Utilizzata già in epoca Romana per conservare i tessuti e profumare il bagno, la lavanda ha saputo mantenere nel tempo il suo ruolo di ingrediente fondamentale per la preparazione di profumi prestigiosi o, più semplicemente, per aromatizzare dolci, o per diffondere la sua fragranza nei cassetti e tra gli indumenti.

La lavanda è ancora ampiamente sfruttata anche in ambito della fitoterapia, grazie alle sue proprietà rilassanti. Il miglior olio essenziale è quello estratto da fiori cresciuti sui pendici montani assolati, tra i 500 e i 1700 metri di altitudine.

L’essenza di lavanda ha incredibili proprietà lenitive e curative; è un antinfiammatorio naturale in caso di punture di insetti o arrossamenti della pelle; è calmante (basta inalare alcune gocce tramite diffusore o fazzoletto imbevuto di essenza); favorisce inoltre la rigenerazione delle cellule (grazie al massaggio o a impacchi) ed è impiegata nei cosmetici per il trattamento di pelle grassa e impura (alcune gocce di essenza si possono aggiungere a shampoo).

In Provenza i campi fioriti di lavanda attirano ogni anno migliaia di turisti provenienti dai quattro angoli del mondo.

Nella Seconda Parte segnalerò alcune tappe lungo la strada – o meglio – le strade della lavanda (alcune idee e itinerari li avevo già segnalati in altri articoli, si vedano: Consigli per alcuni itinerari in Provenza nel mese di luglio; Un mare di lavanda (o quasi).

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Vincent Van Gogh e Saint Paul de Mausole

Poco distante da Saint Remy de Provence, nel dipartimento del Bouches du Rhone, si trova Saint-Paul-de-Mausole, luogo noto perché vi si stabilì Vincent van Gogh per tentare di guarire dalla malattia. Era l’8 maggio 1889 quando vi entrò. Qui riuscì a trovare un po’ di pace e quiete, come dimostrano i numerosi quadri (circa 150) da lui dipinti proprio nel periodo della sua permanenza, molti dei quali diventati – dopo la sua morte – capolavori dell’arte, tra cui l’Autoritratto e La notte stellata.

Saint-Paul-de-Mausole ha conservato un’atmosfera di tranquillità, immerso com’è in quella natura tanto amata dal pittore olandese. Al suo esterno dominano distese di ulivi, punteggiate qua e là da cipressi. Varcando il suo ingresso si ammirano le varietà floreali del giardino dell’ospedale: dagli iris ai filari di lavanda, dalle piante originarie dell’Asia a incantevoli roseti. Vi aleggiano reminescenze cariche delle visioni pittoriche di Van Gogh, tra luci e colori che lo hanno ispirato. In vari angoli del giardino si incrociano le riproduzioni di alcuni suoi quadri realizzati proprio in questo ospedale-monastero.

Saint-Paul-de-Mausole è ancora una clinica destinata a chi soffre di disturbi mentali: qui le terapie vengono affiancate all’arte. Ed è anche monastero, con un chiostro in stile romanico. In questo angolo di Provenza troviamo il museo dedicato a Van Gogh, con interessanti spiegazioni legate alla sua malattia.

Nelle vicinanze si ergono Les Antiques, due maestosi monumenti, un tempo i soli imponenti simboli della conquista romana prima del rinvenimento di Glanum.

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Mimosalia

Il 30 e 31 gennaio prossimi si terrà nel bellissimo borgo di Bormes les Mimosas (Dipartimento del Var), la XX edizione di Mimosalia, un appuntamento dedicato agli appassionati di fiori, piante, giardinaggio…

È ormai dal 1996, che l’ultimo week-end di gennaio la Ville fleurie di Bormes les Mimosas organizza un evento che attira centinaia di visitatori, provenienti anche dal Giappone e dagli Stati Uniti, interessati a conoscere novità e idee legate al mondo della botanica e all’arte di abbellire gli spazi verdi.

Ogni anno la manifestazione è dedicata a un tema particolare e per questo 2016 il protagonista è “il giardino del clima mediterraneo”. L’attenzione quindi spazia dalle regioni affacciate al Mare Nostrum con incursioni anche in quelle terre, come il Sudafrica, l’Australia e il Cile, dove crescono piante straordinarie e che possono essere coltivate anche in quei luoghi, come Bormes, caratterizzati da un microclima particolare.

È per esempio il caso della protea, fiore simbolo della Repubblica del Sudafrica, presente anche in alcune aiuole di Bormes les Mimosas. Infatti, basta dirigersi verso Place de l’Isclou d’Amour per ammirare piante e fiori che in genere crescono in ambienti esotici.

Mimosalia è una bella vetrina per diversi espositori, giardinieri e artigiani, per seguire conferenze e per osservare mostre originali. Quest’anno si ha inoltre la possibilità di conoscere il parco Gonzalez grazie a una visita commentata. Si tratta di un angolo, primo in Europa, in cui sono messe a dimora specie originarie dell’Australia, tra cui alberi di mimosa, di Melaleuca, Grevillea e banksia.

E tra un fiore e una pianta si incontrano anche scorci poetici che mettono di buon umore…

Silvia C. Turrin

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Per info:

Bormes-Les-Mimosas
Ufficio del Turismo
1, place Gambetta
www.bormeslesmimosas.com

 

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