La cattedrale d’immagini – Prima Parte

Nei dintorni di Les Baux sono stati scoperti, nella metà del XIX secolo, importanti giacimenti di una roccia facilmente estraibile, dai colori bianchi, rossi o grigi, dalla quale si produce alluminio. Proprio per questo, il minerale – seppur presente in varie zone del mondo – è stato chiamato, dapprima, “terra d’alluminio di Baux”, poi, bauxite, dal nome appunto della città di Les Baux. L’origine di questo toponimo deriva a sua volta dal provenzale bau che significa “scarpata rocciosa”. L’estrazione e lavorazione della bauxite hanno avuto il picco agli inizi del ’900, per poi interrompersi definitivamente negli anni Novanta del secolo scorso. Di quell’epoca rimangono le cave, una delle quali è stata trasformata in spazio artistico. Alle porte di Les Baux-de-Provence, nel cuore delle Alpilles e dinanzi alla valle dell’Inferno, c’è infatti l’accesso alla Cattedrale delle immagini (Carrières de Lumières), un sito rinnovato nella sua vocazione: da miniera di bauxite è diventato luogo che attira milioni di turisti grazie alle iniziative che vi si organizzano.

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Le mura della vecchia cava, che raggiungono i 14 metri di altezza, sono stati trasformati in pannelli naturali su cui vengono proiettate immagini multimediali che di anno in anno cambiano soggetto. Il filo conduttore principale di queste proiezioni è l’arte, quella della natura ma soprattutto quella creata dai grandi pittori che, più o meno direttamente, hanno avuto un legame con la terra di Provenza. Nel 2012, il tema centrale era dedicato a Van Gogh e Gauguin. Le loro opere più importanti sono state proiettate sulle pareti bianche della cava, i cui passaggi erano illuminati solo dai colori dei loro quadri.

Una scelta, quella di fondere in un unico spettacolo i loro quadri, basata anche dalla loro comune esperienza, breve, intensa e burrascosa, presso l’atelier di Arles (1888). Nel 2013, le pareti della vecchia cava si sono trasformate in un gioco di luci dove si alternavano quadri di Monet, Renoir e Chagall, mentre il 2014 era dedicato a Klimt e Vienna. Nel 2015 protagonista è stato il Rinascimento italiano, con Michelangelo, Leonardo Da Vinci e Raffaello. Ogni anno Carrières de Lumières offre un progetto multimediale diverso, che ha il pregio di portare l’arte in un luogo altrimenti abbandonato. Permanente è invece lo spazio in cui sono proiettati estratti del film Le Testament d’Orphée di Jean Cocteau.

Fino al 7 gennaio 2018 prosegue l’esposizione nell’universo artistico di Bosch, Brueghel e Arcimboldo.

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A breve la seconda parte.


Carrières de Lumières

Route de Maillane, 13520 Les Baux-de-Provence

http://carrieres-lumieres.com/

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Il grande “mare” della Camargue

Usciti dai sobborghi di Arles si entra nel Parco naturale regionale della Camargue, una zona naturalistica protetta unica nel suo genere in Francia e in Europa. Qui la terra e la sabbia incontrano l’acqua dolce del Rodano e l’acqua del Mar Mediterraneo: ciò ha creato un ecosistema singolare composto da stagni salmastri, steppe salate, prati, lagune, paludi e canneti. Il Parco è un intricato habitat dove l’uomo convive in modo simbiotico con le risorse naturali che esso offre.

Lungo la D570, soprattutto nei mesi più turistici, da maggio a settembre, si incrociano ai bordi della strada tante bancarelle, spesso improvvisate, di produttori locali di frutta e verdura: il rapporto tra prezzo e qualità è eccellente e vale proprio la pena fermarsi, anche per avere un contatto più diretto coi contadini della Camargue. Percorrendo sempre la D570, all’orizzonte, sulla sinistra e sulla destra, si incrociano gli animali simbolo di questa terra: mandrie di tori dal manto marrone scuro e gruppi di splendidi cavalli bianchi tipici di quest’area della Provenza. Molti visitatori arrivano in Camargue soprattutto per ammirare il fenicottero rosa, specie che predilige come rifugio di riproduzione in Europa proprio quest’area della Provenza.

Per chi desidera approfondire questi aspetti naturalistici, prima di giungere alle porte di Les Saintes Maries de la Mer, può fermarsi al Parco ornitologico di Pont de Gau, aperto praticamente tutto l’anno (ad eccezione del 25 dicembre). Esteso su una zona di 60 ettari, questo sito naturalistico permette al visitatore di entrare a stretto contatto con l’avifauna locale. Al suo interno, si cammina per sentieri pedonali tra paludi e canneti. Presso i numerosi posti di osservazione si attende con pazienza l’arrivo di un volatile. Nel Parco si possono scegliere percorsi di varia estensione e durata, a seconda del tempo a disposizione.

 

L’Etang de Vaccarès

Soprannominato il “grande mare”, questo lago sembra uno specchio d’acqua immenso. Se la superficie è di 13mila ettari, la sua profondità raggiunge all’incirca due metri. Vi si arriva prendendo la D37, dopo pochi chilometri dalla sede del Museo della Camargue. Non bisogna avere fretta per scoprire i suoi meandri.

L’ideale è compiere il tragitto in bicicletta, per sentire la forza e i suoni della natura. Tra canneti, anfratti di sabbia e rocce, coabitano in armonia piante e una ricca avifauna. Si scorgono specie diffuse lungo i litorali marittimi, come il giglio di mare, o l’aglio chiamato petit Moly (piccolo e dorato), l’orchidea cimicina e l’orchidea de Mangin (l’Ophrys). Ma le vere attrazioni per i visitatori rimangono i fenicotteri rosa, il falco pellegrino, il cigno di Bewick e la schiribilla eurasiatica. Per entrare davvero in questo ecosistema straordinario, rigorosamente protetto, è bene premunirsi prima di binocolo e di un buona macchina fotografica, in grado di cogliere con l’obiettivo piccoli e lontani particolari.

 

Silvia C. Turrin


Parco ornitologico di Pont de Gau

RD 570

13460 Stes Maries de la mer

http://www.parcornithologique.com/


 

 

La Festa di Maria Maddalena

Dal 20 al 24 luglio 2017 si tiene a Saint-Maximin la Sainte Baume la festa dedicata a Maria Maddalena. Anche in altri luoghi, certamente, sarà festeggiata colei che, per prima, vide Gesù risorto, ma la cittadina provenzale nel Dipartimento del Var può vantare alcuni “dettagli non secondari” che la rendono sito prediletto per le celebrazioni.

Innanzitutto, questo borgo – situato lungo la via conosciuta sin dall’antichità col nome di Aurelia – è famoso in tutto il mondo poiché custodisce “il terzo sepolcro della Cristianità” (per ordine di “importanza” segue Gerusalemme e Roma), ovvero la Basilica intitolata proprio a Santa Maria Maddalena.

Oltre a essere l’unica grande chiesa gotica di Provenza, la Basilica conserva le reliquie della Santa. Furono scoperte nel lontano 1280, grazie agli scavi promossi da Carlo II d’Angiò, Conte di Provenza. La costruzione della chiesa e del convento limitrofo iniziarono nel 1295. Da allora, Saint-Maximin la Sainte Baume è diventata luogo di pellegrinaggio per tanti devoti, così come per molti laici e non credenti, affascinati dalla sua storia, tra mito e realtà.

Nella cripta dell’attuale Basilica si trova il sancta sanctorum, in cui sono custodite le reliquie di Maria Maddalena racchiuse in un sarcofago in marmo. Secondo la locale tradizione la Basilica conserverebbe il teschio della Santa, oltre che un suo frammento di carne o di tessuto osseo custodito in un cilindro di cristallo: una reliquia che si ritiene sia il punto della fronte della Maddalena che Gesù avrebbe toccato il giorno della sua Resurrezione, quando ha pronunciato le parole “Noli me tangere”, ovvero “non mi toccare” o, nella versione greca, “non mi trattenere”.

Il culto di Maria Maddalena è ancora vivo, come dimostrano i festeggiamenti organizzati ogni anno a Saint-Maximin la Sainte Baume.

Di seguito il Programma del 2017:

20 luglio Apertura della festa in onore di Maria Maddalena

Ore 21 Processione serale nelle vie della città

21 luglio Concerto

Ore 21: Concerto dei tambourinaires de Marie Madeleine (gratuito)

23 luglio

Ore 10.30: Messa in Basilica celebrata da S.E. Mgr Marc Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar et Oloron, con canti dei monaci domenicani

Ore 12.30: Aperitivo suò sagrato della Basilica, organizzato dal comune e dall’associazione Santo Madaleno

Ore 16: Vespri alla Basilica, seguiti dal panegirico di Santa Maria-Maddalena, pronunciato da Mgr Jean-Pierre Ravotti; seguono la processione tradizionale per le vie della città.


Il 22 luglio : le feste si trasferiscono alla Ste Baume

Ore 9: Inizio della processione presso l’hôtellerie al Plan d’Aups verso la grotte

Ore 11: Messa alla Grotta presieduta da Marc Aillet, vescovo di Bayonne, Lescar e Oloron.


E per addolcire la festa dedicata a Maria Maddalena un’idea carina è preparare i dolcetti che portano il suo nome, ovvero le madeleine…

Questa specialità tipicamente francese a forma di conchiglia risalirebbe al secolo XVIII. Erano golosità graditissime dai reali di Francia, poi divenute assai famose grazie a Marcel Proust. Il noto scrittore francese le menziona infatti all’interno del classico “À la Recherche du temps perdu”: il protagonista, riassaporando proprio la madeleine, ricorda la sua infanzia e le giornate trascorse a casa della zia a Combray.

Un dolce che crea pura estasi e gioia…

[…] je portai à mes lèvres une cuillerée du thé où j’avais laissé s’amollir un morceau de madeleine. Mais à l’instant même où la gorgée mêlée des miettes du gâteau toucha mon palais, je tressaillis, attentif à ce qui se passait d’extraordinaire en moi. Un plaisir délicieux m’avait envahi, isolé, sans la notion de sa cause. […]

Ecco la ricetta.

Ingredienti

  • 2 uova e 1 tuorlo
  • 100 g di zucchero di canna
  • 150 g di farina 0
  • un pizzico di sale
  • lievito
  • 80 g di burro
  • scorza di un limone non trattato
  • vanillina

Sciogliere a bagnomaria il burro, lasciarlo raffreddare. Unire la farina e il lievito. In una ciotola, sbattere un uovo, un tuorlo e lo zucchero fino a che si raggiunge una consistenza cremosa e soffice; unire al composto la farina, il lievito e il burro raffreddato. Aggiungere la scorza di un limone non trattato (va bene anche la scorza di arancia) finemente grattugiata e un pizzico di vanillina; amalgamare bene il tutto. Lasciar riposare l’impasto in frigo per una notte. Pre-riscaldate il forno a 180°. Imburrare degli stampini da madeleine, poi distribuire l’impasto negli incavi, senza riempirli completamente. Infornate per circa 13 minuti. Servire le madeleine con una spolverizzata di zucchero a velo o di cacao magro amaro o dolce (a piacere).

 

Silvia C. Turrin